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Lite in famiglia: due restano dentro, scarcerato il fratello minore
Il ragazzo era accusato di violenza privata, il padre di maltrattamenti e detenzione d’armi mentre l’altro fratello di danneggiamenti e resistenza.
ACERRA – Lite in famiglia e auto contro la caserma dei carabinieri: padre e figlio maggiore restano dentro, scarcerato il fratello minore. E’ quanto risulta dopo l’udienza di convalida dell’arresto di G. T., 62enne e dei suoi figli di 32 e 19 anni. Il capofamiglia è accusato di maltrattamenti e armi, il più piccolo di violenza privata, il fratello di resistenza e danneggiamento aggravato.
Il 19enne è stato rimesso in libertà, mentre il gip del tribunale di Nola Sebastiano Napolitano ha confermato il carcere per gli altri due. Nel corso dell’interrogatorio i tre hanno fornito ognuno una propria versione dei fatti. Il collegio difensivo, composto dagli avvocati Giovanni Bianco ed Elisabetta Montano, ha già annunciato istanza al Riesame.
Il terzetto era stato bloccato domenica mattina al termine di una vicenda familiare. Secondo quanto ricostruito dai militari del Nucleo Operativo Radiomobile di Castello di Cisterna, diretti dal tenente Davide Sessa e coordinati dal capitano Tommaso Angelone, insieme ai colleghi della stazione di Acerra, agli ordini del comandante Vincenzo Vacchiano, il 62enne ha aggredito con un bastone i tre figli maschi, solo che uno di loro si è recato dai carabinieri a denunciare. Il 19enne ha insistito con veemenza per farlo desistere dalle sue intenzioni, l’altro, invece, si è scagliato con la sua auto contro il cancello della caserma per non fargliela sporgere.
Dopo qualche minuto dalla segnalazione al 112 i carabinieri di Castello di Cisterna sono intervenuti nell’abitazione teatro della zuffa, bloccando l’uomo ed arrestandolo per maltrattamenti in famiglia. Nel frattempo, uno dei ragazzi ha raggiunto la caserma di via Volturno per sporgere denuncia, ma il fratello lo ha raggiunto alla scagliandosi con la macchina contro la porta carraia della stazione dei carabinieri di Acerra per spaventarlo e spingerlo a non denunciare. Nel corso della perquisizione domiciliare, poi, è spuntato un fucile a canne mozze ed una scacciacani, costata al 62enne anche l’accusa di detenzione illegale di armi. (RED.CRO.)










