Girolamo De Falco
Annullata la condanna di 30 anni in primo grado. Il 49enne è il fratello del defunto boss Ciro. Il delitto è quello di Luigi Borzacchiello, avvenuto ad Afragola a dicembre del 2006.
ACERRA – Omicidio di camorra, assolto il fratello dell’ex boss defunto. E’ quanto ha disposto la II Sezione della Corte di Appello di Napoli (presidente Elvi Capocelatro) nei confronti di Girolamo De Falco (nella foto), 49enne di Acerra, fratello del ras Ciro, alias ’ciomm, ucciso a ottobre del 2006. L’uomo in primo grado aveva rimediato 30 anni perché ritenuto l’esecutore materiale dell’agguato in cui morì Luigi Borzacchiello, secondo l’accusa ammazzato ad Afragola a dicembre 2006 da un commando del gruppo De Falco-Di Fiore come risposta proprio all’omicidio ‘ciomm.
La Corte ha accolto in pieno la tesi difensiva del legale difensore dell’imputato, l’avvocato Marianna Febbraio, che in un’articolata e brillante memoria ha posto l’attenzione sulla mancanza di un movente e sull’inattendibilità dei pentiti che accusavano il suo assistito, tra l’altro tutti legati da vincoli di parentela. Così è giunta nel tardo pomeriggio di ieri la sentenza che stabilisce l’assoluzione con formula piena di Girolamo De Falco per non aver commesso il fatto: disposta, al contempo, l’immediata scarcerazione. Il 49enne venne arrestato a febbraio del 2012 dai carabinieri del Nucelo Investigativo di Castello di Cisterna, che diedero esecuzione a quattro ordinanze di custodia cautelare, emesse dal giudice per la indagini preliminari di Napoli su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di altrettanti affiliati al clan camorristico ‘De Falco-Di Fiore’.
Al fratello del ras ‘ciomm venne contestato proprio il coinvolgimento nell’omicidio di Luigi Borzacchiello: a marzo del 2014, dunque, la Quinta Sezione della Corte d’Assise di Napoli lo condannò a 30 anni. L’uomo, però, nel corso del dibattimento venne scarcerato dai giudici del Tribunale del Riesame per carenza dei gravi indizi di colpevolezza, salvo essere riarrestato a giugno del 2014, una volta diventata esecutiva la sentenza, dai poliziotti del commissariato di polizia di Acerra che eseguirono un’ordinanza di custodia cautelare in carcere. A citarlo, confermando cosi le accuse del pentito Pasquale Di Fiore, era stata proprio sua cognata Giovanna Terracciano, moglie di Ciro De Falco, ritornata ‘collaboratore di giustizia’ dopo un periodo di ‘transizione’.
Parole sconfessate, però, dalla lettura del dispositivo di assoluzione. Oltre al fratello di ‘ciomm, per l’omicidio Borzacchiello vennero indagati una serie di personaggi di primo e secondo piano della malavita organizzata di Acerra, molti dei quali, però, sono passati nel tempo dalla parte dello Stato. Nel corso del processo per alcuni di loro è sopraggiunta l’assoluzione dalle contestazioni di omicidio, per altri l’annullamento delle condanne all’ergastolo. Per quel che concerne De Falco, invece, ieri è stata ribaltata la pronuncia del primo grado, con la Procura che di certo presenterà ricorso in Cassazione. (REDAZIONE CRONACA)
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