Uno dei siti è di uno dei fratelli Pellini, che ha dato la propria disponibilità a procedere al risanamento dei suoli dopo il dissequestro.
ACERRA – Bonifiche dei suoli, da due proprietari arriva l’ok alla rimozione dei rifiuti. Lo comunicano gli stessi titolari dei fondi al Comune di Acerra, che con il nuovo dirigente all’Ambiente ha iniziato un nuovo corso in materia di risanamento del territorio. Lo stesso funzionario (il segretario generale Maria Piscopo) in pochi giorni ha emesso ben sette provvedimenti tra ordinanze di rimozione dei rifiuti e avvii dei procedimenti amministrativi inerenti alcune denunce dei vigili urbani e sequestri rimasti inevasi dal 2014.
Uno dei due soggetti che ha dato la disponibilità immediata alla bonifica, è uno dei fratelli Pellini che attende la pronuncia della Cassazione dopo una condanna in Appello per disastro ambientale colposo: tali proprietari si sono dichiarati costretti a rimuovere i rifiuti di due terreni messi sotto sequestro proprio grazie all’azione del Comune. Prima di completare gli adempimenti disposti dall’ente di viale della Democrazia, però, è necessario che l’autorità giudiziaria dissequestri le particelle dei terreni interessate. Questi episodi erano stati già annunciati l’altra sera dal sindaco Raffaele Lettieri nel corso dell’assemblea sull’ambiente organizzata dal Vescovo Antonio Di Donna.
I due proprietari (che rientrano tra i sette oggetto dell’ultima settimana di provvedimenti amministrativi avviati dal nuovo dirigente) si sono sentiti costretti a rimuovere quanto segnalato dai vigili, in due aree di località Lenza Schiavone. C’è da sottolineare che nonostante tutto, i due proprietari di terreni privati si sono detti pronti all’eliminazione e allo smaltimento dei materiali indicati nel provvedimenti, nonostante l’avvocato che li rappresenta, li abbia definito “proprietari incolpevoli”.
E nell’attesa che la magistratura disponga il da farsi, una nuova tegola si abbatte su questi privati: infatti l’azione del Comune ha fatto partire anche dei provvedimenti della Città Metropolitana di Napoli, che notiziata degli atti, prima rimasti in sospeso e poi avviati dal Comune, ha chiesto all’ente di viale della Democrazia di conoscere i particolari della vicenda per chiedere, in base ad una norma dello Stato, il pagamento di quanto dovuto dai privati per la realizzazione di discariche sul proprio territorio.
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