“Dicono che è tutto apposto, ma allora perchè la gente continua a morire ?”

By on 17 giugno 2016

Nell’assemblea sull’ambiente il Vescovo di Acerra ‘bacchetta’ istituzioni e Chiesa sui ritardi per le questioni che riguardano la salute pubblica.

ACERRA – In una Cattedrale non troppo gremita il Vescovo di Acerra ha radunato giovedì sera cittadini, istituzioni, medici ed associazioni della Diocesi per fare il punto sulla questione ambientale. Ne ha per tutti, monsignor Di Donna che chiede a Regione Campania e Governo di mantenere gli impegni assunti per uscire da questo che lui definisce “dramma umanitario”. “Le risposte sono ancora insufficienti” il suo monito nel corso della terza assemblea annuale sull’ambiente. I

n un video posto dietro l’altare scorrono i nomi dei morti – quaranta – tra i 30 ed i 40 anni della Diocesi (oltre ad Acerra ci sono Casalnuovo, Cervino, San Felice a Cancello, Santa Maria a Vico ed Arienzo): sembrano i titoli di coda di un film, che nella realtà locale, però, è la triste e tragica verità. Toccanti le testimonianze di Angelo e Fiorita, rispettivamente padre di Maria, stroncata da un tumore a 26 anni a tre mesi dal matrimonio e madre di Marco, promettente atleta strappato alla vita da un male incurabile a soli 16 anni: le loro parole hanno colpito il cuore di tutti e accresciuto la consapevolezza del dramma umanitario ambientale.

Anche per questo monsignor Antonio Di Donna ha chiesto alle istituzioni, in particolare alla Regione Campania, di fare presto e di più e lo ha fatto in comunione con “la Chiesa campana” alla quale non ha fatto mancare però critiche per la mancata educazione dei fedeli sul tema ambientale e civile. Ribadendo la convinzione che “da questo dramma non si esce se non insieme” e “solo sulla base di un dialogo tra cittadini e istituzioni”, il presule ha perciò esortato a mantenere gli impegni precisi sulla difesa della salute, l’inquinamento e il rilancio dell’agricoltura assunti proprio ad Acerra il 26 settembre 2015 durante la Giornata del Creato a cui parteciparono tutti i vescovi della Campania.

Di qui l’invito a monitorare la qualità dell’aria, arrivando ad una caratterizzazione delle particelle per definire quali sono gli agenti inquinanti, a calendarizzare l’avvio delle bonifiche “perché la sola rimozione delle ecoballe non basta” ha ammonito, a rendere operativi e funzionanti i tre Osservatori ambientali istituiti sul ‘caso Acerra’ (oltre al termovalorizzatore), fermi da oltre un anno e ad abbassare l’età per gli screening gratuiti preventivi, che in questo momento prevedono esami solo dopo i 45 anni compiuti. “E che nessuno pensi di toccare un solo centimetro dei nosttri terreni agricoli” ha tuonato il Vescovo a difesa dei contadini del territorio.

Va oltre il dottore Luigi Montano, coordinatore del progetto Ecofoodfertility, che ha evidenziato alterazioni del liquido seminale dei maschi della Terra dei Fuochi: “La questione non sono i Registri dei Tumori – sottolinea – ma occorre che i pediatri visitino, gratuitamente, i ragazzi dai 10 ai 18 anni. E in agricoltura bisogna limitare i pesticidi arrivando ad una cultura del biologico”. Sulla stessa linea il collega Sandro Sicignano: “Basta con la storia del nesso di causalità: chi è più esposto agli agenti inquinanti si ammala di più. Questo è scientificamente provato”. Tra le idee-proposta avanzate dal Vescovo Di Donna, inoltre, il superamento dell’incenerimento dei rifiuti con la creazione di nuovi impianti moderni per trattare la frazione umida, la ricostruzione di una memoria storica sui fatti degli ultimi 20 anni, così “che quello che è avvenuto non accada mai più”, l’istituzione di un Registro dei Tumori, “altrimenti ci organizziamo noi”, un tavolo unitario per la salute pubblica con la mediazione della Chiesa su Regione e Governo ed il sostegno economico e di volontariato alle famiglie dei malati di tumore. (redazione il gazzettino)

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