Lo ha ribadito il segretario generale dell’ente nel corso del consiglio comunale di Acerra. Dall’Assise ok a due delibere d’indirizzo della giunta.
ACERRA – Comune parte civile nel processo per voto di scambio in cui è imputato l’ex consigliere Nicola Ricchiuti (nella foto), ma l’ordine del giorno dell’opposizione viene ritenuto inammissibile. E’ quanto accaduto ieri mattina nel corso della seduta dell’Assise incentrata soprattutto sulla spinosa questione tirata in ballo dai movimenti e partiti di minoranza.
L’ordine del giorno a firma dei consiglieri Colantuono, Crimaldi, De Maria, Elmo, Esposito e Zito è stato dichiarato inammissibile con il conseguente respingimento di chi con questo atto voleva rendere vita difficile all’amministrazione comunale di Acerra. Intento, dunque, fallito. Nel documento presentato si chiedeva di “fare indirizzo alla giunta comunale di adottare ogni provvedimento necessario per la costituzione di parte civile nel procedimento penale, presso il Tribunale di Nola, a carico dell’ex consigliere comunale Nicola Ricchiuti”, dichiarato decaduto, e imputato per il reato di voto di scambio.
L’ordine del giorno, però, non è proprio arrivato alla discussione dell’aula perché il segretario generale dell’ente Maria Piscopo ha espresso parere tecnico contrario. Già il 28 aprile gli stessi consiglieri comunali di opposizione avevano presentato lo stesso punto già ritenuto inammissibile l’11 maggio. “Si specifica – si legge nel parere del segretario – che presso questo ente ad oggi non risulta notificato alcun procedimento penale relativo alla richiesta trasmessami. Inoltre si evidenza che l’art. 42 del D.Lgs. 267/2000 e s.m.i. chiarisce che la competenza del Consiglio comunale è tassativa e che pertanto gli argomenti non indicati dal medesimo articolo non sono di competenza dello stesso organo. Quindi l’argomento del presente ordine del giorno non rientra nella competenza di cui all’art. 42 del D.Lgs. 267/2000”.
Il Consiglio, invece, ha approvato due delibere di indirizzo della giunta comunale: la prima riguarda il comodato d’uso in favore dell’Enel di un locale da adibire a cabina elettrica per la zona Pip, il secondo, invece, il ricorso al Tar relativo all’annullamento dello Statuto dell’Ente Idrico Campano. In chiusura di discussione il consigliere comunale di centrodestra Giovanni Carlo Esposito si è dimesso da vicepresidente del Consiglio. (COM. STAMPA)
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