La sentenza di assoluzione per un architetto, un dirigente comunale e moglie e cognata di un ex consigliere comunale. La vicenda nata per una delibera di giunta del 2011 per un risarcimento danni al terreno di proprietà delle due donne.
ACERRA – Muro di via Sand, tutti assolti. E’ quanto ha stabilito il giudice monocratico del tribunale di Nola Ardolino nei confronti di Franco Annunziata, dirigente del Comune di Acerra, l’architetto Gianluca Panica e le sorelle Giuliana e Consiglia Russo, moglie e cognata dell’ex consigliere comunale Antonio Bicucci, difese dall’avvocato Domenico Buonincontro. Assoluzione con formula piena perché il fatto non sussiste.
Le due donne sono le proprietarie di un terreno a via Sand circondato da un muro di cinta, accanto al quale erano stati depositati, fin dal 2008, rifiuti solidi urbani. Il muro era stato ripetutamente danneggiato, fino al crollo definitivo, per effetto delle azioni delle pale meccaniche dei mezzi deputati alla raccolta dei rifiuti. Nel 2011, la giunta comunale guidata dal sindaco Tommaso Esposito, aveva deliberato un risarcimento di oltre 25mila euro. Ne nacque una bufera politica e mediatica a suon di manifesti al veleno che produssero una serie di querele. Il tutto fino all’altro giorno, quando la magistratura ha posto la parola fine alla vicenda.
“Cinque anni sono un’eternità – sottolinea l’ex consigliere Antonio Bicucci – e per me sono stati un lungo calvario, carichi di una profonda e lacerante sofferenza quotidiana. La giustizia ha compiuto il suo corso, facendo emergere tutti i problemi, le inadeguatezze e le contraddizioni di un modo di amministrare che – in vario modo – sono costretti a pagare i cittadini, anche quando si trovano a rivendicare semplicemente un diritto verso la pubblica amministrazione. In ogni caso, per un’idea alta e nobile della politica e per un personale rigore morale, in questi ultimi cinque anni, ho deciso di rinunciare a qualunque impegno politico e istituzionale. Accanto a queste profonde convinzioni, me lo consigliava un rivoltante senso di ripulsa verso una classe politica cinica, spregiudicata e senza valori che aveva innescato questa vicenda del “muro”, per una chiara operazione politica, per l’appunto cinica, spregiudicata e senza valori”. (REDAZIONE)
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