E’ quanto ha sottolineato il Vescovo di Acerra dopo aver assistito al Teatro Italia allo spettacolo in memoria di don Peppe Diana.
ACERRA – “Ai giovani dico di avere coraggio: la lotta alla camorra non è facile, al di là delle derive retoriche un po’ formali, è una lotta che impegna giorno dopo giorno, pagando anche di persona”. E’ quanto ha sottolineato il Vescovo della Diocesi di Acerra Antonio Di Donna che ieri mattina ha assistito al musical dedicato alla memoria di don Peppe Diana al Teatro Italia di Acerra. “Anche se ci auguriamo che non si arrivi ad un prezzo così alto e sperando che questo non avvenga per nessuno, c’è un prezzo da pagare – ha spiegato – i giovani lo devono capire, non è una passeggiata. Non c’è liberazione che non abbia un costo. Questo credo che ancora non sia entrato nelle coscienze: non vorrei che sia diventata soltanto una moda”.
Circa 3500 ragazzi di 20 scuole hanno assistito al Teatro Italia allo spettacolo promosso da Ansiteatro e liberamente tratto dal libro ‘Amo il mio popolo e non tacerò’ scritto dagli amici di don Peppe Diana, il sacerdote assassinato dalla camorra a Casal di Principe il 19 marzo del 1994.
“Oggi sarebbe stato anche il suo onomastico – ha ricordato monsignor Di Donna – lui rimane un simbolo, un sacerdote impegnato nell’attività pastorale, con gli scout. Fece suo con molta passione il documento dei Vescovi campani “per amore del mio popolo non tacerò” che prese in carico, anche in solitario, e portò avanti. E’ diventato un simbolo di questa lotta alle mafie, e tale deve rimanere soprattutto tra i giovani come modello per combattere la camorra in quegli atteggiamenti camorristici quotidiani. Poi c’è la lotta alla camorra di più ampio raggio, di carattere politico e sociale di cui lui rimane un punto di riferimento. Speriamo che questo musical, possa incidere sui e che ha ricevuto anche la medaglia dal Senato.
“Portiamo in scena la figura umana di Peppe Diana – ha spiegato il regista Francesco Apicella (a destra nella foto insieme al Vescovo)– per combattere ognuno nel proprio piccolo le ingiustizie”. Il musical lunedì approderà anche in carcere a Santa Maria Capua Vetere. “ A venti anni da quel delitto – ha concluso il Vescovo – per fortuna è cambiato molto. C’è maggior consapevolezza soprattutto per i giovani e mi risulta che la Diocesi di Aversa stia vedendo se è il caso di avviare il processo di beatificazione”. (REDAZIONE CRONACA)
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