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Pizzo per i campi di calcetto, coppia scarcerata
Cade l’aggravante mafiosa nei confronti di due caivanesi accusati di tentata estorsione nei confronti del titolare di alcuni campi di calcetto di Acerra.
ACERRA – Tentata estorsione, coppia scarcerata: cade l’aggravante mafiosa. E’ quanto ha stabilito il tribunale di Napoli nei confronti di Antonio Martino, di 44 anni (nella foto) e Michele Morlando, 26enne, entrambi di Caivano. Il giudice per le indagini preliminari ha accolto le richieste della difesa, rappresentata dagli avvocati Fioravante De Rosa, Domenico Paolella e Fernando Pellino.
I giudici partenopei hanno deciso di non emettere alcuna ordinanza cautelare contro la coppia rimettendola in libertà per mancanza di gravi indizi di colpevolezza. Al contempo, dunque, cade anche l’aggravante mafiosa. Il fascicolo era passato a Napoli dopo che il gip di Napoli Nord Grunieri aveva dichiarato l’incompetenza del tribunale con sede ad Aversa dopo averne convalidato il fermo a fine gennaio.
L’indagine era partita dopo la denuncia di un imprenditore di Acerra, che gestisce alcuni campi di calcetto, che aveva portato i carabinieri del Nucleo Investigativo dei carabinieri di Castello di Cisterna ad eseguire due decreti di fermo. Vennero bloccati ambedue a Caivano: uno nella sua abitazione, l’altro mentre si recava in caserma a firmare perché sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Secondo l’accusa avevano chiesto il ‘pizzo’ per conto del clan Lombardi, ritenuta l’organizzazione malavitosa attualmente dominante nella città di Acerra.
La coppia, previe reiterate minacce, pretendeva il pagamento di mille euro a titolo estorsivo per la tranquilla prosecuzione del suo lavoro. Questi fatti sono accaduti nel periodo delle festività natalizie appena trascorse. L’uomo, però, non aveva ceduto alle pressioni degli emissari della cosca denunciando tutto ai militari dell’Arma. Secondo il gip di Napoli sarebbero emerse delle incongruenze in merito sia al riconoscimento dei presunti esattori e sia all’identificazione del clan camorristico di riferimento. (REDAZIONE CRONACA)










