Lo ha detto il prof. Buonanno, esperto in materia di inquinamento dell’aria, nel corso del convegno sul tema.
In occasione del convegno sul tema delle polveri sottili organizzato ieri, 13 gennaio 2015, da alcuni comitati locali, la relazione “La misura delle polveri aerodisperse: esposizione, dose, valutazione del rischio ed effetti sulla salute” sul monitoraggio e sulle dosi e tossicità del particolato atmosferico (PM) in ambiente urbano riporta l’esperienza maturata in campo internazionale dal Prof. Giorgio Buonanno, dell’Università di Cassino e del Queens and University of Technology, Brisbane, Australia, esperto consultato dal Sindaco di Acerra Raffaele Lettieri. Dalla relazione emergono le seguenti evidenze scientifiche:
Sorgenti in ambienti confinati di tipo non industriale
Sorgenti in ambienti industriali
Processi di combustione in impianti mobili: motori Diesel, benzina e gas naturali
Processi di combustione in impianti fissi
Per valutare gli effetti sulla salute è necessario stimare l’esposizione dei singoli individui ai vari costituenti interni ed esterni. Recenti studi hanno inoltre rilevato, che le misure attraverso le stazioni fisse di monitoraggio forniscono valutazioni grossolane e comunque non precisamente correlabili all’esposizione della popolazione e quindi alla stima del rischio.
Tra i possibili interventi suggeriti al tavolo dei relatori:
Il Sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, nel corso della tavola rotonda di ieri ha sottolineato: «Noi, come esponenti delle Istituzioni, abbiamo il dovere di non escludere nulla nell’analisi delle fonti di emissioni delle polveri sottili. Compreso l’inceneritore di Acerra, che la Procura della Repubblica di Nola sta monitorando attraverso azioni messe in campo con l’Arpac, mi sento tutelato dai controlli della Procura della Repubblica. Inoltre sul nostro territorio occorre monitorare la Friel e gli altri opifici industriali presenti.
Sullo specifico tema dello sforamento delle polveri sottili, che il mondo scientifico sta affrontando qui questa sera, ascolteremo tutti gli ulteriori suggerimenti provenienti dai tavoli scientifici e tutti i contributi degli esperti, oltre alle azioni messe in campo in queste settimane, con gli altri sindaci dei territori stiamo individuando misure strutturali». Per monsignor Di Donna, invece, “convegni del genere sono fondamentali, ma ora occorre portare soluzioni. Serve stare tutti uniti”. (com. stampa) fonte foto Internet lagazzettadilucca.it
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