- Acerrana, a fine stagione l’addio della famiglia Guastafierro
- Pomigliano, movida violenta: due feriti, una ragazza accoltellata
- Acerra: Sindaco, Caritas, Vescovo e Asl inaugurano l’ambulatorio popolare
- Polveri sottili, nell’aula consiliare presentato lo studio dell’Arpac sulle particelle
- Truffa agli anziani, acerrano ‘beccato’ in Toscana
- Acerra, inaugurato il Comitato di Quartiere ‘Fare Gescal’ in via Deledda
- L’8 Marzo ad Acerra tra musica, creatività e impegno sociale
- Giornata dei Giusti, Acerra celebra un’insegnante di vita e umanità
- Erano il terrore dei benzinai del napoletano, presa la banda
- Vicenda Pellini, il sindaco Tito d’Errico: prioritario destinare risorse ad Acerra
Raid intimidatorio contro l’agenzia di pompe funebri
Un’auto è stata bruciata la notte scorsa a via Trieste e Trento ad Acerra davanti la sede della ‘Pacilio Group’. Indagano i carabinieri.
Raid intimidatorio contro l’azienda di pompe funebri Pacilio: un’auto rubata abbandonata e bruciata davanti alla storica sede della ditta. Indagano i carabinieri. E’ quanto avvenuto nella notte tra giovedì e venerdì in via Trieste e Trento ad Acerra, poco dopo l’una e mezza. Due persone sono arrivate su una utilitaria risultata provento di furto, l’hanno parcheggiata sulla strada davanti gli uffici della società dandola alle fiamme. Poi la fuga con un’altra macchina.
Non è la prima volta che l’azienda viene presa di mira con fatti intimidatori nel 2015: a marzo, infatti, l’allarme era stato provocato da un pacco bomba con innesco fatto ritrovare sempre in via Trieste e Trento. Una scatola alla quale erano attaccati alcuni fili aveva destato sospetti tra i militari dell’Arma che di notte chiusero la strada per verificare la situazione.
Nel pacco, però, non c’èra nulla. I titolari dell’impresa spiegarono alle forze dell’ordine di non aver mai ricevuto minacce né richieste estorsive. A fine agosto, poi, un episodio ritenuto dagli inquirenti più grave: a finire nel mirino di alcuni ignoti le vetrate della ‘Pacilio Group’, storica e rinomata famiglia acerrana che opera nel settore delle onoranze funebri fin dal 1967, oggi giunta alla terza generazione in questo campo. Il bandito o i banditi di turno spararono quattro volte contro una delle vetrate dei locali. Poi la fuga nel silenzio delle strade del centro di Acerra, a due passi dal Castello Baronale.
Anche in quel caso la famiglia Pacilio presentò denuncia ai carabinieri, ribadendo di non aver mai ricevuto minacce né richieste estorsive. Un atto intimidatorio che ha preceduto quello dell’altra notte con i carabineri che non escludono alcuna ipotesi. (red.cronaca)










