Impero De Falco si è presentato di sua spontanea volontà nel carcere di Benevento dopo la pronuncia della Cassazione: deve scontare 20 anni.
Si è presentato di sua spontanea volontà in carcere per consegnarsi alla giustizia una volta venuto a conoscenza della sua condanna definitiva. Così la settimana scorsa Impero De Falco, 29enne acerrano, ha suonato al citofono della casa circondariale di Benevento per costituirsi: deve scontare 20 anni per tentato omicidio dopo la pronuncia della Cassazione. E’ difeso dall’avvocato Carlo Ercolino.
I fatti si riferiscono al 2006, quando Antonio Tedesco, alias Tonino o’Pintonio, fu oggetto di un agguato che lo vide uscire illeso con i colpi di pistola che si conficcarono nella tappezzeria dell’auto. L’uomo stava transitando a bordo della sua auto in via Mulino Vecchio ad Acerra, in compagnia di un’altra persona, quando ad un certo punto sopraggiunse una vettura grigia dalla quale due individui spararono alcuni colpi di pistola che ruppero il lunotto posteriore ed i vetri laterali. Uno dei proiettili trapassò il poggiatesta ma non colpì nessuno.
Quest’episodio faceva parte nell’operazione Congo – datata febbraio 2008 – così chiamata dal nome del quartiere dominato da uno dei clan decimati, in cui vennero arrestati capi e gregari della mala acerrana. Impero De Falco è il figlio del boss Ciro, detto ‘ciomm, ucciso nel 2006 qualche mese prima del raid contro Tedesco.
Di quell’ordinanza fa parte anche l’omicidio di Luigi Borzacchiello, fatto per il quale il 29enne è stato assolto. (redazione cronaca)
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