Pistola nel motorino, 27enne si difende: non ne so nulla

By on 22 ottobre 2015

Nel processo che lo vede come unico imputato Antonio Di Buono si dichiara innocente. In aula sfilano anche i testi della difesa.

ACERRA – Armi, Antonio Di Buono si difende in aula: sono innocente, non so nulla della pistola nel motorino. E’ quanto ha riferito ieri mattina il 27enne meglio noto come ‘marcianisiell nel corso dell’udienza che lo vede imputato per porto e detenzione in luogo pubblico di arma clandestina e ricettazione.

Davanti al Collegio B del tribunale di Nola (presidente Critelli) hanno sfilato anche i testi della difesa, alcuni commercianti della zona del corso Vittorio Emanuele che hanno spiegato ai giudici di aver visto Di Buono nelle ore in cui secondo la polizia lo stesso 27enne si aggirava armato sullo scooter. “Sono innocente e non so niente di questa pistola – ha detto l’imputato – sono stato prima al bar e poi dal barbiere quando ho visto il carro attrezzi entrare nel portone del corso Vittorio Emanuele”. Il ragazzo è difeso dagli avvocati Rosa Montesarchio e Domenico Ducci.

Il processo è stato aggiornato alla settimana prossima, quando verrà sentito un appartenente al commissariato di Acerra. La polizia, in realtà, nell’ultima udienza aveva già confermato le accuse, quando era stata pure archiviata la posizione di un 25enne che venne denunciato contestualmente all’operazione avvenuta a maggio scorso in quanto risultato estraneo ai fatti contestati.

Il 27enne era stato arrestato per un fatto accaduto due mesi prima quando la coppia venne intercettata dopo essere stata notata con fare sospetto a bordo di uno scooter: nello specifico, gli agenti, notarono che il conducente portava una pistola nella cintola dei pantaloni. Secondo la versione resa dalle forze dell’ordine i due, accortisi di essere pedinati, entrarono in un portone abbandonando lì lo scooter, un Honda Sh 300. Gli agenti controllarono il veicolo e sotto la sella trovarono una pistola a tamburo Smith & Wesson calibro 38 Special con 6 cartucce nel caricatore ed un telefono cellulare. L’arma aveva la matricola abrasa. Il 27enne, poi, venne arrestato nella clinica Villa dei Fiori di Acerra, lì dove era ricoverato per alcuni accertamenti. (REDAZIONE CRONACA)

Centro Servizi Acerra