Il commerciante sparato: ora basta, chiudo il bar

Il 38enne ha subito cinque rapine e quattro furti in tre anni. Il suo rammarico: lo Stato non esiste, istituzioni assenti, nessuno si è fatto sentire nè vedere.
Cinque rapine e quattro furti in tre anni. E da due giorni anche i frammenti di una pallottola nella gamba. Non ne può più Giulio Corretto, il commerciante colpito da un proiettile alla gamba dopo aver reagito ad una rapina messa a segno da due banditi. “Basta – spiega con uno sguardo perso ed affranto – si chiude. Se entro la fine del 2015 non riesco a vendere, allora vuol dire che a dicembre finisco l’anno fiscale e poi chiudo l’attività”.

Il suo bar ad Acerra, ubicato tra via San Francesco d’Assisi e via Cilea, è stato preso di mira da una coppia di malviventi nel pomeriggio di martedì che dopo aver arraffato l’incasso (500 euro) hanno dovuto fare conti con la reazione del 38enne: il primo colpo sparato ad altezza uomo si è conficcato nel frigo dietro al bancone, il secondo lo ha ferito ad una gamba.

Nel corso del controllo di ieri, i medici della clinica Villa dei Fiori gli hanno spiegato che per togliere tutti i frammenti del proiettile occorrerà un delicato intervento chirurgico: “In pratica mi dovranno aprire mezza gamba – dice Giulio, napoletano di Ponticelli che ha anche un’altra attività a San Giorgio a Cremano – il che significa che già un commerciante fa fatica ad arrivare a fine mese, poi si mettono anche queste cose e capite bene a quali e quante difficoltà la categoria va incontro”.

Non sa definire il suo stato d’animo, nonostante dal suo volto trapelino palesemente sfiducia ed amarezza: “Sfiducia nello Stato, che non c’è, non esiste. Mi mancano le forze”. E cita i recenti episodi di Ercolano e di Vaprio d’Adda, nel milanese: “In Italia se mi ammazzano i rapinatori non succede niente, se reagisco io invece mi arrestano. Vi sembra normale ? Vi sembra normale – si sfoga – che per difendere ciò che è mio ho rischiato di rimanere ucciso. La tragedia è proprio questa: si può morire per essere andati a lavorare ? Si può perdere un marito, un figlio, un amico, solo perché hanno fatto il proprio dovere di essere andati a lavorare ?”.

E’ deluso dal fatto che per tutta la giornata non si è visto nessuno, forze dell’ordine comprese: “Ho aperto alle sei e non è passata una Volante. Le istituzioni sono assenti”. Messaggi ed attestati di solidarietà ? “Nessuno: Comune, Regione, colleghi. Niente, non sdi è visto né sentito nessuno”. Da novembre 2012, cioè da quando ha aperto il bar ad Acerra, Giulio ha subito cinque rapine e quattro furti notturni: “L’ultimo di questi, il 25 aprile scorso: i ladri hanno devastato infissi e serrande: penso che un po’ di rumore alle due di notte l’abbiano fatto. E’ mai possibile che nessuno abbia visto o sentito nulla ? Nemmeno una telefonata anonima”. (redazione cronaca)

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