Le autorizzazioni edili rilasciate per la realizzazione e gestione di un impianto di smaltimento in località Lenza furono annullate dal Comune nel 2008 perché il terreno rientrava in zona agricola soggetta a vincolo paesaggistico di inedificabilità.
Il Tar della Campania ha rigettato, nei giorni scorsi, il ricorso della ditta dei fratelli Pellini contro l’ordinanza con cui il Comune di Acerra, nel 2008, annullava le autorizzazioni edili per la realizzazione e gestione di un impianto di smaltimento dei rifiuti in località Lenza Schiavone.
Le autorizzazioni furono rilasciate nel 2001 dal Comune alla ditta gestita dai fratelli Pellini, condannati a gennaio scorso per “disastro ambientale”: le stesse furono annullate in autotutela dal Comune nel 2008, perché il terreno rientrava in zona agricola soggetta a vincolo paesaggistico di inedificabilità assoluta.
La società, quindi, fece ricorso al Tar, ricordando che lo stesso sito di stoccaggio era stato utilizzato nei primi anni del 2000, sia dall’allora amministrazione comunale di Acerra, sia dal Commissariato di Governo, per far fronte all’emergenza rifiuti in atto.
Nella sentenza, emessa dalla prima sezione del Tar di Napoli, i giudici hanno rigettato le motivazioni del ricorso per “infondatezza”, rendendo valido l’annullamento delle licenze edilizie attuato dal Comune del 2008 per l’inedificabilità assoluta del suolo
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