Assemblea diocesana incentrata sulla questione ambientale, mons. Di Donna accusa: “Disagio nel presenziare ad annunci di cose che poi non si fanno”.ACERRA – In linea con l’enciclica di Papa Francesco, anche da Acerra arriva l’invito a “custodire il creato”. L’occasione è stata l’assemblea diocesana voluta dal Vescovo Antonio Di Donna, che davanti ad un migliaio di persone ha bacchettato le istituzioni in merito ai ritardi sul tema ambientale che il territorio di Acerra registra. “Provo profondo disagio a presenziare gli annunci di cose che poi non si fanno”.
Il riferimento è alla recente conferenza stampa tenutasi in Comune in cui l’Asl annunciava l’avvio degli screening antitumorali gratuiti per la popolazione. “Si registra un assordante silenzio – il monito do mons. Di Donna – il mio appello alle istituzioni, in particolare all’Asl e ai medici, è a non contraddirsi clamorosamente, non mantenendo gli impegni solennemente assunti”. Il Vescovo, poi, ribadisce la sua vicinanza agli agricoltori locali, i quali lamentano il danno d’immagine subito dalla campagna mediatica sull’inquinamento sui terreni agricoli e denunciano perdite per 18 milioni di euro nel 2013. “Sul piano della produzione sono stati fatti passi da gigante – spiega – gli stessi agricoltori, assumendosi delle responsabilità in prima persona, compresi gli oneri economici, stanno certificando i loro prodotti e stanno avviando una campagna di monitoraggio sulle acque e sui suoli”.
Di qui l’invito ad avere dati certi, analisi veritieri e bonifiche lì dove vengono accertate Servono, in questo senso, dato secondo cui solo contaminazioni. In chiusura di assemblea, poi, l’annuncio della manifestazione che prevede ad Acerra la visita di tutti i vescovi della Campania che si riuniranno il giorno 26 settembre per individuare le strategie su come difendersi dall’inquinamento provocato delle ecomafie.
Tra gli argomenti toccati, inoltre, non è mancato il termovalorizzatore: “A scanso di equivoci e al fine di prevenire eventuali polemiche, ribadisco quanto affermato più volte: il problema non è l’impianto in sé ma il fatto che esso è stato impiantato in un territorio dove ci stanno altri siti inquinanti. (si pensi alla Friel, la centrale di produzione elettrica da 100 Mega Watt che brucia oli e che si trova accanto all’inceneritore che pure produce 100 mega watt di energia elettrica bruciando rifiuti). Acerra è satura; per questo abbiamo ritenuto e riteniamo ancora che sia da folli voler aumentare la quantità di rifiuti da bruciare. È la sommatoria degli agenti inquinanti sul territorio che fa problema. Forse il nesso di causalità tra presenza di inquinanti e l’insorgenza di patologie tumorali non può essere dimostrato scientificamente. Però, non c’è nessuna certezza in alcun senso, né in senso affermativo né in senso negativo, perciò, in tale situazione di incertezza, deve prevalere il principio di precauzione: ed è questo principio che deve orientare i comportamenti in ambito sanitario e di governo del territorio”. (REDAZIONE CRONACA)
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