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Rapina ed estorsione a disabile, terzetto condannato
Due ragazzi di Acerra ed un 25enne di Somma Vesuviana rimediano 4 anni e mezzo a testa. Le vessazioni contro un anziano con problemi psichici.Rapina ed estorsione a disabile, terzetto condannato. E’ quanto ha disposto il tribunale di Nola nei confronti di due 22enni di Acerra, Angelo Morgillo e Pasquale Romano ed un 25enne di Somma Vesuviana, Michelangelo Panico: i tre, al termine del processo tenutosi con il rito abbreviato, rimediano 4 anni e mezzo a testa, una pena inferiore rispetto alle richieste del pubblico ministero che aveva chiesto 8 anni per Morgillo, 6 per Romano e 4 anni e 8 mesi per Panico. Erano già ai domiciliari. Accolte, nello specifico, le istanze della difesa, rappresentata dagli avvocati Ciro e Giovanni Bianco.
I fatti risalgono allo scorso febbraio quando i tre vennero arrestati in flagranza subito dopo aver depredato dei soldi un 60enne di Acerra con disturbi mentali. Quattro, in totale, gli episodi contestati a carico della gang. L’operazione venne portata a termine dai carabinieri della stazione di Acerra, diretti dal comandante Vincenzo Vacchiano, che bloccarono il terzetto per strada, proprio mentre stava prendendo contanti e cellulare dall’anziano. Nel momento dell’intervento delle forze dell’ordine l’uomo era stato immobilizzato e minacciato. In quella occasione soldi e telefono vennero restituiti al legittimo proprietario.
Le indagini dei militari dell’Arma, però, andavano avanti da tempo. Era già da un po’, infatti, che erano sulle tracce di quei ragazzi che avevano preso di mira il disabile: le vessazioni avevano avuto diversi precedenti e non si esclude che in questo periodo i tre avrebbero accumulati addirittura qualche migliaio di euro. I metodi con i quali il 60enne veniva aggredito non lasciavano spazio a repliche: doveva cedere loro soldi e quanto di volta in volta richiesto, nei singoli episodi contestati. Le ‘visite’ potevano avvenire sia in strada che nell’abitazione dove l’uomo vive insieme all’anziana madre, nei pressi del rione Gravina.
L’accurata attività infoinvestigativa dei militari in servizio presso la caserma di via Volturno, dunque, aveva consentito di accertare che la vittima da diverso tempo era già stata costretta, con minacce, in altre tre occasioni a consegnare somme di denaro a quei giovani, onde evitare maltrattamenti e percosse. Il 60enne era già finito nel mirino dei malviventi: a giugno del 2014, infatti, gli stessi carabinieri di Acerra avevano arrestato un 20enne che aveva approfittato di lui provando a ‘dissanguarlo’ della pensione. (redazione cronaca)










