La fiaccolata della speranza, Acerra chiede ‘in silenzio’ un futuro migliore

Più di mille persone hanno partecipato all’iniziuativa promossa dagli ambientalisti e dalle mamme dopo le recnti morti per cancro.ACERRA – In più di mille per esprimere col silenzio e con la ‘fiamma della speranza’ il desiderio di un ambiente e di un futuro migliore per i propri figli. Un lungo e silenzioso corteo ha sfilato ieri sera per le strade della città: gli ambientalisti, le mamme di Acerra, i comitati, i bambini e semplici cittadini si sono dati appuntamento nel pomeriggio per una fiaccolata che è partita e si è conclusa a piazza Castello. Oltre un migliaio di persone hanno raccolto l’invito diffuso sui social network a partecipare ad “un momento di preghiera e condivisione con coloro che soffrono per la scomparsa dei proprio cari che sia luce e speranza di tutto il popolo acerrano”.

Tanti gli striscioni che la gente di Acerra ha srotolato fuori ai propri balconi in segno di solidarietà e di speranza. La fiaccolata ha seguito una serie di manifestazioni protrattesi per tutta la settimana. Si è partiti con un blocco stradale a piazza San Pietro di una ventina tra mamme e ambientalisti per terminare ad un flash mob a corso Vittorio Emanuele II dove i bambini, mano nella mano con le proprie madri, hanno disegnato un girotondo esponendo uno slogan ‘invito’ ai piùà grandi: “Aiutatevi a non morire”.

E proprio al ‘grido silenzioso’ di Acerra che non vuole morire che la città ha ricordato i giovani di recente deceduti per cancro. Dallo sportivo, il karateka Pasquale al vigile eroe Michele Liguori al teen-ager Marco, stroncato da un cancro a soli 16 anni e definito eroe dal Vescovo Di Donna. In testa al corteo i bambini che facevano proprio il messaggio del Papa: “Chi ama Dio si impegna a salvaguardare la vita e la salute dei fratelli”. A fine manifestazione le mamme, prima di liberare in aria i palloncini bianchi che danno ‘luce’, hanno letto un documento in cui si ribadisce che “nulla è immutabile, se c’è la speranza”.

“Non possiamo limitarci a contare i morti né a rassegnarci – il contenuto della nota inviata da monsignor Di Donna – perciò, alle istituzioni dico ancora una volta: fate presto, non c’è più da aspettare, si procede troppo lentamente: si parta subito con uno studio approfondito e serio sui fattori inquinanti nella nostra città e si mettano in campo misure straordinarie per la tutela della salute ad Acerra”. (achille talarico)

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