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Prevenzione del tumore al colon retto, i consigli della dott.ssa Marzullo
Dal medico dell’ospedale ‘Rummo’ alcune semplici regole per prevenire una patologia che può essere diagnosticata sempre più precocemente.
Il cancro del colon-retto è il tumore dell’ultima porzione intestinale. Il primo campanello d’allarme è la presenza di tracce di sangue nelle feci o sulla carta igienica; un altro segnale aspecifico è il cambiamento protratto delle abitudini intestinali, come l’insorgenza improvvisa e prolungata di stitichezza o diarree croniche oppure una stitichezza ostinata, alternata a diarrea. Nelle fasi avanzate possono comparire dolori addominali, perdita di muco con le feci, anemia, inappetenza e perdita di peso.
Il tumore del colon-retto viene oggi diagnosticato sempre più precocemente grazie alle campagne di screening proposta dal Servizio Sanitario Nazionale. E’ raccomandata per tutti gli individui tra i 50 e i 75 anni di età, la ricerca del sangue occulto nelle feci, con cadenza biennale. Se viene associata a una colonscopia (ovvero a un esame del colon con un apposito tubo flessibile), effettuata ogni 10 anni dopo i 50 anni di età, si è in grado di individuare il 75% dei tumori. La prevenzione consiste nella rimozione delle lesioni precancerose come polipi, che possono precedere di anni lo sviluppo del tumore.
Importanti sono anche i progressi effettuati dalla chirurgia oncologica poiché rispetto agli interventi demolitivi, effettuati fino a non molti anni fa, la chirurgia del carcinoma del retto si è fatta sempre più conservativa, infatti è possibile asportare solo il tratto intestinale colpito dal tumore anche quando ha sede nel retto basso, effettuando una resezione trans-anale, che permette la fuoriuscita del pezzo chirurgico dall’ano, mediante un tempo laparoscopico addominale, per cui il paziente non avrà tagli ma solo fori da un centimetro in addome e una stomia ileale (apertura praticata sull’addome che permette la fuoriuscita di feci dall’intestino) che dovrà avere solo per tre settimane e poi potrà ricanalizzare.
In passato invece, le persone erano costrette ad effettuare interventi demolitivi, con un periodo di degenza lungo ,associato a digiuni protratti; mentre i nostri pazienti mangiano dal giorno dopo l’intervento e si alzano poche ore dopo il risveglio dall’anestesia, ma soprattutto evitano una stomia definitiva con conseguenze psicologiche devastanti. Molte sono le cause che concorrono a determinare la malattia, tra esse ne sono state individuate alcune legate alla dieta e all’alimentazione, altre genetiche e altre di tipo non ereditario.
Ecco alcune semplici regole per prevenire questo tipo di tumore:
- ridurre l’assunzione di grassi animali al 30% delle calorie totali;
- consumare quotidianamente frutta e verdura;
- limitare l’alcol a un bicchiere di vino a pasto;
- aumentare l’apporto di fibre;
- limitare al massimo il consumo di cibi con conservanti (compreso il sale) o affumicati.
Negli ultimi anni si è assistito a un aumento del numero di tumori, ma anche a una diminuzione della mortalità, che va attribuita soprattutto ad un’informazione più adeguata, ad una diagnosi precoce, nonché ai miglioramenti della terapia. In conclusione, oggi, un’arma che ci permette di combattere il cancro è un’informazione associata ad una corretta prevenzione.
Dott.ssa E.Marzullo, M.D.
Medico Chirurgo – Specialista in Chirurgia Generale
AZIENDA OSPEDALIERA “G. RUMMO” BENEVENTO
U.O. di CHIRURGIA GENERALE E ONCOLOGICA
gilda.marzullo@gmail.com










