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‘No’ alle industrie inquinanti, dai capigruppo consiliari via libera al Consiglio
La conferenza riunitasi su richiesta di comitati e mamme coraggio. Ok alla discussione su un tema già deliberato più volte in passato.ACERRA – Un consiglio comunale per sancire – nuovamente – il no di Acerra a qualsiasi insediamento produttivo inquinante. Lo ha stabilito ieri mattina la conferenza dei capigruppo consiliari ‘allargata’ a due legali dell’ente e ad una delegazione di tre ‘mamme coraggio’.
I consiglieri si sono riuniti proprio su volontà delle donne ambientaliste a seguito della sentenza di Appello del processo Pellini, in merito al quale il Comune – hanno spiegato gli avvocati presenti – non può intraprendere altre iniziative aggiuntive oltre alla richieste di risarcimento danni e di bonifica già inviate al Ministero.
Alle stesse mamme, in realtà, un esponente dell’opposizione ha anche provato a spiegare come già l’Assise avesse più volte in passato deciso sullo stop ad imprese inquinanti. A cavallo delle amministrazioni Marletta, Esposito e Lettieri infatti, il consiglio comunale di Acerra ha deliberato almeno in sei occasioni il ‘no’ alla localizzazione sul proprio territorio di impianti del genere, anche se non è chiaro, tuttavia, chi debba decidere (o quali siano i criteri) su quanto e quale azienda sia impattante o inquinante.
Già ad aprile 2006 il Civico Consesso provò a mettere un freno alle attività produttive ad alto impatto ambientale con un provvedimento apposito, che negli anni seguenti è stato ‘ribadito’ con atti simili a partire da giugno 2007, poi a maggio 2010, ancora aprile e novembre 2013, per finire a gennaio e dicembre 2014. Nel tempo, purtroppo, si è visto che nonostante tali deliberazioni il futuro del territorio è legato a decisioni collegiali presso istituzioni sovra comunali.
“In Conferenza dei Servizi il mio voto vale uno, come se il destino di una città potesse essere deciso a maggioranza” ha detto di recente il sindaco Lettieri nel corso di un importante convegno in materia ambientale. Ecco che diventa fondamentale quell’approccio integrato invocato dal pm della Procura di Nola Amoroso – esperto di reati ambientali – per cui i cittadini recepiscono di volta in volta solo piccoli pezzi di realtà. Realtà che pertanto resta confusa nella marea di informazioni che arrivano: un giorno ci sono i dati dell’Asl, poi quelli del Cnr ed a seguire Regione, Ministero, Arpac e Istituto Superiore di Sanità.
L’ennesima moratoria che uscirà dalla prossima seduta di consiglio comunale, quindi, rischia di diventare l’ennesimo ‘contentino’ per placare un’opinione pubblica giustamente sempre più arrabbiata e sempre meno fiduciosa nelle istituzioni. (achille talarico)










