Lavoratore del Consorzio si incatena ad un palo del Comune

Il 47enne Giovanni D’Errico senza stipendio da mesi. Il suo post sui social network: sono disperato.S’incatena in Comune, protesta di un lavoratore del Consorzio di Bacino di Napoli e Caserta. E’ l’ennesima forma di protesta messa in scena ieri mattina dagli ex dipendenti del Consorzio, che da settimane ormai presidiano l’ingresso del Municipio in attesa di uno sblocco della loro vertenza. Uno di loro, Giovanni D’Errico, di 47 anni si è incatenato ad un palo interno alla struttura.

Drammatiica la sua situazione, senza stipendio da tempo immemore. Sono a cadenza quotidiana le manifestazioni dei lavoratori (3mila in totale, un centinaio quelli di Acerra) che martedì erano saliti al secondo piano dell’ente per chiedere energicamente un incontro col sindaco. Il 22 gennaio scorso, invece, un gruppetto era salito sul tetto del Municipio.

Al centro delle loro proteste la loro volontà di essere assunti in Comune a seguito di una legge regionale giunta dopo lo smantellamento del Consorzio e l’istituzione dell’Ato, sodalizio nato per la gestione dei rifiuti in forma associata tra i comuni.

La settimana scorsa il consiglio comunale aveva stilato un documento congiunto in cui chiedeva al Governo ed alla Regione Campania, per quanto di rispettiva competenza, di procedere celermente all’avvio del Progetto di formazione retribuita per 13 mesi per tali lavoratori in disponibilità, da finanziarsi con risorse del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e di porre in essere tutto quanto già previsto al fine di recuperare quanto spettante al Consorzio Unico di Bacino di Napoli e Caserta in liquidazione dagli enti locali morosi, anche attivando interventi sostitutivi e di riduzione dei trasferimenti.

In quella sede l’amministrazione comunale aveva ribadito il suo impegno a sostenere la difesa degli attuali livelli occupazionali e del recupero delle somme maturate e non percepite dai lavoratori e la sua disponibilità, già espressamente formalizzata dal sindaco, a sottoscrivere l’atto di convenzione relativo all’Ato Na 1, al fine di insediare velocemente e formalmente il Consiglio d’Ambito e nel quale formalizzare la propria posizione.

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