Ribaltata la sentenza di primo grado, quando per Cuono, Salvatore e Giovanni Pellini era caduta l’accusa di disastro ambientale. Confermate le assoluzioni per gli altri imputati, tra cui tecnici del Comune di Acerra.ACERRA – Sette anni per disastro colposo. Ribaltata in Appello la sentenza di primo grado.
E’ quanto ha disposto nel pomeriggio la Corte d’Assise d’Appello di Napoli (IV Sezione, presidente Giacobini) che ha condannato Cuono, Salvatore e Giovanni Pellini a 7 anni. Assoluzione perché il fatto non sussiste per il maresciallo Giuseppe Curcio (all’epoca dei fatti comandante della stazione di Acerra) e per l’appuntato Vincenzo Addonisio.
La Corte ha deciso anche di non doversi procedere per Giuseppe Buttone, referente dell’omonimo clan camorristico di Marcianise, in primo grado condannato a 4 anni e 6 mesi.
In primo grado (marzo 2013), invece, a Giovanni e Cuono Pellini erano stati inflitti 6 anni, quattro a Salvatore, mentre i due militari dell’Arma avevano rimediato 4 anni e 3 anni e 6 mesi. Confermate le assoluzioni anche per tutti gli altri 22 imputati, tra cui tecnici del Comune di Acerra.
A marzo 2013 la contestazione di traffico illecito di rifiuti, inoltre, era stata assorbita dalla prescrizione o dall’assoluzione a seconda delle posizioni, così come era stata cancellata anche l’aggravante della matrice camorristica per aver agito al fine di agevolare, nello specifico, il clan Buttone di Marcianise.
In piedi rimasero solo le accuse di associazione per delinquere e di falso in relazione alla posizione di sei imputati su 26. La sentenza di Appello, invece, fa emergere il reato di disastro ambientale colposo, assoluta novità rispetto a quanto pronunciato due anni fa. Esultano i comitati ambientalisti, parte civile. Si è conclusa, così, la seconda fase del processo che si era aperto a giugno, denominato ‘Carosello-Ultimo Atto’ dagli inquirenti per un falso giro di bolla ideato allo scopo, secondo quella che era l’accusa, di nascondere la reale natura e il reale quantitativo dei rifiuti in arrivo nelle discariche aperte in provincia di Napoli nel corso del’emergenza risalente a dieci anni fa.
L’operazione risale al 2006. Commozione in aula, alla lettura della sentenza, per i due carabinieri che in questi anni tanto hanno sofferto per delle accuse rivelatesi, poi, infondate. Il termine per conoscere le motivazioni della sentenza è fissato in 90 giorni.
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