Rapine in treno agli studenti, tre fratelli ‘tatuati’ in manette

ACERRA – Rapine in treno agli studenti, tre fratelli ‘tatuati’ in manette. Operazione anticrimine messa segno dalla Polizia Ferroviaria di Napoli: nei guai finiscono Danilo, Gaetano ed Antonio Pierro, rispettivamente di 20, 21 e 24 anni. Il terzetto è residente ad Acerra, sottoposto a fermo di polizia giudiziaria per il reato di rapina aggravata e continuata.

I tre sono stati associati presso la casa circondariale di Poggioreale. L’attività investigativa è stata portata a termine dalla Squadra Investigativa della Polfer partenopea a seguito di numerose segnalazioni di episodi predatori avvenuti di recente a bordo dei convogli ferroviari della zona. Nel corso del mese di luglio, infatti, c’è stata una forte recrudescenza di rapine perpetrate sul treno a danno, prevalentemente, di giovani studenti. In particolare l’attenzione dei poliziotti si è concentrata su tre episodi verificatisi sui vagoni metropolitani della tratta Campi Flegrei–Caserta che avevano suscitato tanto allarme tra i pendolari che quotidianamente viaggiano su questi percorsi. A bordo dei treni, pertanto, sono avvenute, dal 18 luglio in poi, alcune rapine a mano armata consumate da tre giovani di cui uno veniva indicato armato di coltello a scatto.

La segnalazione, inoltre, dava il terzetto che dopo aver commesso i delitti, scendeva alla stazione di Acerra. Nello specifico, dunque, gli agenti della Polizia Ferroviaria hanno predisposto articolati servizi infoinvestigativi finalizzati all’identificazione degli autori dei raid avendo avuto anche notizia dei tratti somatici e di particolari fisici degli autori, come, ad esempio, dei tatuaggi ben visibili. L’attività anticrimine, quindi, portava dava i suoi frutti nel pomeriggio di martedì, quando i poliziotti procedevano al fermo di due ragazzi aventi le caratteristiche somatiche corrispondenti a quelle dei presunti autori dei colpi: i due, fratelli, appena sottoposti a controllo ammettevano di essere loro stessi gli autori delle rapine e fornivano anche indicazioni per il rintraccio del terzo fratello, anche lui componente della banda di famiglia, che veniva rintracciato presso la propria abitazione ad Acerra.

I tre, sottoposti ad individuazione di persona, venivano riconosciuti senza alcun dubbio da due vittime quali i responsabili delle rapine perpetrate a loro danno. In un marsupio di uno dei tre fratelli veniva anche rinvenuto e sequestrato il coltello utilizzato per commettere i raid. Erano diventati il terrore della tratta regionale Napoli-Caserta, ma ‘grazie’ ai tattoo su braccia, gambe e collo sono stati fermati dalla polizia. Ora gli inquirenti vogliono verificare se altri episodi avvenuti in passato possano essere riconducibili allo stessi terzetto di fratelli poco più che ventenni.

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