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Al via i controlli dell’Arpac su fondo coltivato a patate
ACERRA (achille talarico) – Saranno effettuati lunedì prossimo i rilievi sul terreno agricolo oggetto di un sopralluogo avvenuto giovedì scorso in contrada Lenza Schiavone. I tecnici dell’Arpac dovranno stabilire se il fondo, destinato alla coltivazione delle patate – ma delle quali non si è vista traccia al momento dell’ispezione – sia o meno inquinato.
Il campo è di proprietà di un agricoltore di Casoria e non è da escludere che sia stato lui stesso ad allertare un gruppo di persone aderenti ad un’associazione ambientalista che a loro volta, poi, hanno chiesto l’intervento della polizia. Gli agenti del commissariato di Acerra, al contempo, hanno coinvolto i vigili urbani per le verifiche del caso. Resta da capire perché il contadino – o presunto tale – abbia avvisato dei semplici cittadini, proclamatisi guardie ambientali, anziché le forze dell’ordine. In un periodo storico di crescente – ed al momento immotivato allarmismo – il dato certo è che al comando di polizia municipale non risulta pervenuta, né nell’ultima settimana, né negli ultimi anni, alcuna segnalazione ad opera di agricoltori in merito a possibili contaminazioni dei terreni dell’agro acerrano.
Le indagini sono tuttora in corso: i vigili urbani non hanno inviato alcun incartamento alla Procura di Nola, mentre la polizia ha solo inoltrato ai magistrati bruniani la denuncia dei due cittadini. Il pubblico ministero non ha ritenuto opportuno intervenire e così il terreno in questione non è stato sequestrato. In questo vasto appezzamento agricolo sono stati trovati, in modo sparso, rifiuti del tipo bottiglie di vetro, materiale plastico e di risulta. Segnalato anche un dosso anomalo: solo la comunicazione dell’Arpac sul risultato dei prelievi potrà dare un quadro certo, reale e definitivo della situazione di quel terreno. Il resto sono supposizioni del momento che non fanno altro che allarmare ulteriormente l’opinione pubblica e prolungare il danno economico agli agricoltori locali. C’è da chiedersi a chi giovi gettare fango, questo sì vero, sull’industria alimentare locale: i fatti, invece, unici ed inequivocabili, dicono che al momento non c’è traccia d’inquinamento nei prodotti agricoli del territorio di Acerra.
Se ne è avuta conferma il 10 marzo scorso, quando l’Asl Napoli 2 Nord comunicò al Comune di Acerra che le analisi effettuate nelle campagne avevano avuto esito negativo in relazione ad alcuni metalli pericolosi per la salute umana. Il riferimento era ai campioni di cavolfiore prelevati due mesi prima in un’azienda agricola in località Calabricito: i parametri riguardanti il piombo ed il cadmio avevano evidenziato valori nella norma. La questione è che l’allarmismo esasperato e finora immotivato messo in moto da alcuni ambigui personaggi locali sta portando ad una spaccatura tra i comitati e gli agricoltori: anziché raccogliere l’appello delle istituzioni, Vescovo Di Donna in primis, per quella ‘operazione verità’ fatta di unità di intenti, si continua invece a rincorrere il protagonismo a scapito di un’intera categoria economica locale.










