Acerra, la sfida tra le gang dalla strada si trasferisce sui social

By on 19 settembre 2022

Minacce e sfottò tra i i gruppi di giovani per il predominio sul territorio: slogan e intimidazioni tra Instagram e TikTok. 

ACERRA – “Usate qualcosa di più pesante la prossima volta” scrive per ‘sfottere’ la vittima dell’agguato. “I conti in sospeso prima o poi busseranno alla porta” la replica sibillina del presunto ‘pistolero’. E la sfida tra gang si ‘trasferisce’ sul web. E’ quanto emerge dalle indagini della polizia che hanno portato all’arresto di Raffaele Morgillo, il 19enne di Acerra accusato di duplice tentato omicidio ed armi, reati contestati con l’aggravante della modalità mafiosa. Secondo la Dda il giovane avrebbe sparato all’impazzata la sera del 31 luglio colpendo un 17enne del posto – vero obiettivo del raid – ed una studentessa di 16 anni, totalmente estranea alle dinamiche criminali locali. Ciò che desta maggiormente stupore, tuttavia, è la sfrontatezza dei ‘protagonisti’, consapevoli dei rischi derivanti dalla ‘strada’ intrapresa. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia si è avvalso della facoltà di non rispondere. E’ difeso dall’avvocato Domenico Buonincontro.

Dall’analisi di Facebook, Instragram e TikTok, infatti, secondo gli inquirenti viene fuori uno “spiccato profilo criminale’ con i social utilizzati per inviare messaggi diretti a sottolineare una supremazia rispetto agli altri gruppi o anche per schernire le azioni subite. Come nel caso del 17enne ferito nell’agguato del Rione Spiniello, che invita i nemici ad “usare qualcosa di più pesante la prossima volta”. Lui che ‘appartiene’ al gruppo che ha una sorta di venerazione per Vincenzo Tortora, il ventenne morto nel conflitto a fuoco dello scorso aprile in cui rimase ucciso anche il rivale, Pasquale Di Balsamo. Il 17enne quella notte era in auto proprio con Tortora: sarebbe questo il motivo che avrebbe scatenato l’agguato di fine luglio, con Morgillo ed il conducente dello scooter ritenuti dagli investigatori vicini ai ‘pintonio’ (i Terracciano-Tedesco), mentre il ferito, invece, sarebbe legato a Tortora ed al gruppo di ‘a for a porta.

Le immagini social, dunque, ritraggono scorribande a bordo di potenti moto ed auto costose: secondo le forze dell’ordine si nota l’ostentazione attraverso oggetti in oro e vetture di lusso di una ricchezza figlia del predominio e del controllo del territorio attraverso dinamiche criminali. Cinque giorni dopo la sparatoria al Parco Novecento, invece, Morgillo era stato protagonista di un post sibillino: “I conti in sospeso prima o poi busseranno alla porta”. Segnali evidenti di ragazzi pronti a tutto pur di mostrare la propria superiorità ai componenti della banda rivale e a chi ‘guarda’, sapendo che prima o poi qualcosa potrà andare storto. Emblematico è lo scambio di messaggi – intercettato dalla Dda – che il minorenne vittima dell’agguato ha con una sua amica, sconfortato dalla fine della relazione con la sua fidanzata: “Me fa sul nu piacere – scrive il giovane venti giorni dopo il raid – quando io mor’ o vac’ carcerat tu le devi far vedere questi messaggi in cui parlavo di lei”. A provare a fargli cambiare idea era stato suo fratello, proponendogli un’alternativa valida allo stile di vita intrapreso: “Io ti voglio chiedere una cosa, ormai è successo quello che è successo, ti ricordi quando hai chiesto la grazia alla Madonna ? Eh. La Madonna questa grazia te l’ha fatta” riferendosi agli 11 colpi di pistola esplosi contro il congiunto che per fortuna l’avevano ferito ‘solo’ al piede. Ma due settimane dopo lo stesso ragazzino andrà a minacciare – puntandogli una pistola in faccia – chi gli aveva sparato. “Come alleati non ci servite come nemici non fate paura. Rassegnatevi”, il tono di una sfida che si consuma anche tra gli stati di whattsapp. Ed è proprio la rassegnazione che a 17 anni non esista una vita alternativa al crimine a fare decisamente più paura.

Centro Servizi Acerra