La coalizione Piatto divisa sul termovalorizzatore e sul tema ambientale

By on 27 maggio 2022

Alla luce delle ultime dichiarazioni di De Luca emergono le contraddizioni tra le posizioni del candidato sindaco, dei Cinquestelle, del Pd e della civica che fa capo a Forza Italia.

di Nadia Sessa

ACERRA – La contraddizioni della coalizione Piatto sull’ambiente. Che questo tema rappresentasse argomento di divisione interno – tra le 13 componenti trasversali ci sono Pd, M5S ed una civica che fa capo al referente provinciale di Forza Italia – sembrava chiaro fin dalla presentazione del candidato sindaco. Andrea Piatto già in passato, in consiglio comunale, aveva ‘aperto’ all’ipotesi che il Comune di Acerra potesse entrare nei processi gestionali del termovalorizzatore. Un’idea legittima e politicamente valida. Invece l’attuale principale alleato di Piatto, Carmela Auriemma, asse portante del M5S di Acerra insieme al ‘nemico’ Alessandro Cannavacciuolo, in sede di presentazione della coalizione  aveva subito chiarito che nel programma dei Cinquestelle e della coalizione ci fosse l’intenzione di “dismettere l’impianto”.

Una posizione che si scontra con quanto dichiarato dallo stesso Piatto a inizio marzo – cioè due mesi prima della conferenza stampa di presentazione del candidato sindaco in un’intervista rilasciata al giornale online locale ‘Il Pappecio’. “Nel momento in cui il termovalorizzatore c’è – rispondeva il presidente del consiglio comunale uscente alla domanda del direttore Aversano su un suo cambio di rotta rispetto all’impianto – non dobbiamo fare cose di piccolo cabotaggio: da un lato dobbiamo garantire sicurezza e controlli e contemporaneamente comprendere che c’è un’industria sul nostro territorio, conviverci e trarre almeno risultati positivi da questa presenza. Sento alcune discussioni e resto basito: quando si parla di rifiuti bisogna stare attenti, perché una cosa sono i rifiuti pericolosi (tipo ospedalieri) che hanno un effetto devastante sull’ambiente, una cosa è lo smaltimento, un’altra è il trattamento e un’altra ancora è il riciclo. Non è una posizione cambiata, siamo a 20 anni dalla presenza di questo impianto e dobbiamo superare questa fase. I rifiuti sono risorse: noi siamo il polo dei rifiuti o delle risorse ? Siamo il polo delle risorse se non parliamo di trattamento e di stoccaggio ma se parliamo di riciclo. Non c’è più bisogno della valutazione di impatto ambientale strategica, ma di una valutazione di impatto ambientale generazionale: ci sono scelte che forse non vengono comprese oggi ma che sono utili per i nostri nipoti domani. Saranno anche impopolari ma vanno prese”.

Risulta evidente, dunque, come il termovalorizzatore ed in generale la questione ambientale sia divisiva all’interno dello schieramento che sostiene Piatto e facciano emergere diverse contraddizioni. Ciò in virtù anche della posizione del Pd (il partito del presidente della Regione Vincenzo De Luca) che di recente ha visto uno dei suoi più autorevoli esponenti campani, Enzo Amendola, partecipare alla presentazione del libro dell’amministratore delegato di A2A Renato Mazzoncini, elogiandone il lavoro. La A2A è la società partecipata che gestisce il termovalorizzatore di Acerra per conto della Regione – il contratto scade nel 2025 –  che invece ne è il proprietario. Il Pd, infatti, da sempre sposa la linea della costruzione degli impianti ed anche a livello locale non ha mai manifestato la sua contrarietà. In ‘X Acerra Unita’, oltretutto, ci sono anche la civica casalnuovese ‘Oblò Forum di Idee’ che fa capo al referente provinciale di Forza Italia Massimo Pelliccia, il cui partito è stato quello che con Silvio Berlusconi ha ‘acceso’ l’impianto nel 2009 e la lista ‘Più Acerra Cambiamo’: il suo rappresentante detiene diversi ripetitori di telefonia, una tipologia di impianto osteggiata sia dallo stesso Piatto ai tempi dell’amministrazione Marletta che dal M5S attraverso Alessandro Cannavacciuolo.

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