‘Furbetti del cartellino’ all’Asl di Acerra, tre condanne e due assoluzioni

By on 29 novembre 2020

Il processo a carico di cinque dipendenti del Sert accusati di aver fatto timbrare il proprio badge da alcuni complici.

ACERRA – Accusati di essere i ‘furbetti del cartellino’, tre condanne e due assoluzioni. E’ quanto ha stabilito il giudice monocratico del tribunale di Nola Giusi Piscitelli nei confronti di cinque persone imputate di false attestazioni in concorso. A conclusione di un lungo ed articolato processo, Eduardo Esposito, 63enne di Acerra, Giovanna Cecere, 49enne di Acerra e Lucia Perna, 61enne di Quarto prendono 1 anno a testa con il beneficio della sospensione della pena. Raffaella Russo, invece, 46enne di Orta di Atella e Giancarlo Soriano, 52enne di Acerra, rimediano l’assoluzione: la donna perché il fatto non sussiste, l’uomo per particolare tenuità del fatto. Compongono il collegio difensivo gli avvocati Ciro Bianco, Pasquale Crimaldi e Luca Gili.

La vicenda oggetto di questo procedimento risale al 2015, quando i cinque erano tutti dipendenti del Sert di Acerra presso l’Asl Napoli 2 Nord. Stando alle contestazioni avrebbero attestato la propria presenza in servizio consegnando il tesserino ad alcune persone per passarlo nel sistema di rilevamento della presenza al lavoro facendo risultare, così, attraverso la lettura del badge, di essere in servizio all’orario di timbratura. Gli episodi sarebbero avvenuti tutti tra maggio e giugno di cinque anni fa.

Una situazione non nuova per la pubblica amministrazione ad Acerra che nel 2018 aveva visto condannare quaranta dipendenti del Comune ed assolverne venti. Un processo scaturito dal blitz effettuato a giugno del 2013 dalla polizia: nel corso dell’indagine emerse, attraverso le telecamere installate in Municipio, come alcuni dipendenti aspettassero i colleghi fuori al Municipio per farsi consegnare il tesserino e ‘passarlo’ nell’apposita macchinetta al loro posto. A seguito di quella sentenza l’ufficio provvedimenti disciplinari dell’ente di viale della Democrazia ha effettuato anche diversi licenziamenti.

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