Pasquale ‘o stagnaro ucciso per 40mila euro mai pagati

By on 23 ottobre 2020

I retroscena dellì’operazione che ha portato all’arresto di due persone ingaggiate dalla mala locale.

ACERRA – I soldi per l’omicidio mai veramente corrisposti e l’uso del telefonino in carcere. Sono i clamorosi retroscena emersi nell’ordinanza che ha portato all’arresto della coppia accusata di aver ucciso Pasquale ‘o stagnaro il 20 maggio scorso. Killer al soldo della mala acerrana, col denaro per l’incarico, però, mai effettivamente pagato. Ad Alessio Galdiero (nella foto), in particolare, sarebbero stati promessi 40mila euro per la commissione del delitto, oltre a 500 euro a settimana da consegnare alla moglie nel suo periodo di detenzione, che non sarebbero mai stati pagati regolarmente. Oltre al danno, però, la beffa: l’impegno di vendere la Grande Punto consegnata dalla donna ai sodali del fidanzato, infatti, non era ancora stato mantenuto, così come i 5mila euro dati al gruppo criminale per acquistare una vettura alla madre non erano ancora stati restituiti.

Promesse non mantenute come confermato anche dall’altro indagato, Angelo Di Palma, il quale avrebbe confermato alla compagna di Galdiero che la ‘settimana’ accordata gli era stata pagata soltanto per tre volte. “Per un mese 300 euro a settimana e poi non si sono fatti più vedere, tutt’ cos’ 1200 euro” spiega il 34enne al telefono non sapendo di essere intercettato. Dalle indagini dei carabinieri del Nucleo Investgativo di Castello dii Cisterna, diretti dal maggiore Antonio Bagarolo, supportati dai colleghi della stazione di Acerra, diretti dal comandante Giovanni Caccavale, è emerso come il 29enne, invece, si tenesse in contatto con la fidanzata nonostante la detenzione, avvenuta a giugno dopo l’arresto per il possesso di una pistola 6,35 scoperta dai carabinieri di Castello di Cisterna nella sua abitazione di Qualiano. Messaggi e telefonate attraverso un cellulare nascosto in cella e con il quale comunicava con la compagna manifestandole esasperazione e malumore per gli accordi disattesi da chi l’aveva ingaggiato per ammazzare Pasquale Tortora. “Li rovino tutti, piangeranno pure loro” scriveva via sms. In carcere, però, Galdiero sarebbe pure stato avvisato che i ‘compagni’ che lo avevano incaricato dell’omicidio lo avrebbero di fatto ‘condannato a morte’ per via del timore che potesse cominciare a collaborare con la giustizia o che li avrebbe potuti uccidere una volta fuori.

Le indagini dei militari dell’Arma di Acerra e di Castello di Cisterna si sono fondate sulla visione delle decine di telecamere di videosorveglianza del Comune di Acerra, nel progetto finanziato dalla A2A, sulle celle dei telefonini degli indagati agganciate lungo il percorso di arrivo e di fuga, sulle intercettazioni telefoniche e sul Dna del 34enne trovato sui mozziconi di sigarette rinvenuti nell’auto rubata usata per raggiungere Acerra. A sparare per tre volte, una Weihrauch calibro 38 modello Arminius risultata rubata nel Salernitano. La coppia avrebbe atteso il rientro di Tortora nella sua abitazione di via Calzolaio, sarebbe entrata nel cortile approfittando dell’apertura del cancello automatico e qui avrebbe fatto fuoco. I due avrebbero parcheggiato una Panda bianca – provento di furto commesso ad Ottaviano a dicembre del 2019 – a via Battisti, rione Gravina, per poi raggiungere la casa della vittima a piedi col volto coperto da mascherina, essendo in piena emergenza Covid. Il loro tragitto e soprattutto il loro abbigliamento sarebbero stati ripresi sia nel percorso di andata che di ritorno: ben visibili, infatti, la felpa con scritta fluorescente Narcos ed i pantaloni della tuta con bande verticali. Nella fuga a piedi verso Pomigliano, poi, si sarebbero disfatti dei guanti di lattice – un paio blu ed uno nero – in un cestino della spazzatura lungo via Diaz ed avrebbero lanciato la pistola nello scolo del Regio Lagno, recuperata dai carabinieri la sera stessa dell’omicidio. Qui, nei pressi di una stazione di servizio, sarebbero stati ‘caricati’ da una 500 X nera presa a noleggio, immortalata dalle telecamere sia nella fase di recupero che di rientro verso Acerra.

Centro Servizi Acerra