Droga e violenza sessuale, accuse confermate per il figlio del boss

By on 18 giugno 2020

Il Riesame conferma l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del ‘marcianisiello. 

ACERRA – Droga e violenza sessuale, resta dentro il figlio del boss. E’ quanto ha stabilito il tribunale del Riesame nei confronti di Pasquale Di Buono, ‘o marcianisiell, (nella foto) figlio del ras del rione ‘a for a porta Vincenzo. I giudici hanno confermato le accuse contenute nell’ordinanza di custodia cautelare emessa lo scorso maggio dal gip di Napoli su richiesta della locale Dda che lo indicano a capo di un gruppo di ragazzi di Acerra dediti allo spaccio. Il giovane, difeso dall’avvocato Giovanni Bianco, è detenuto a Sant’Angelo dei Lombardi dove sta scontando un definitivo di oltre 3 anni per rapina. Nel corso dell’interrogatorio di garanzia si era avvalso della facoltà di non rispondere pur precisando di non aver mai commesso gli abusi contestati contro la minorenne.

Un’accusa pesante fondata esclusivamente su una chiamata intercettata visto che agli atti non c’è alcuna denuncia presentata, che a febbraio del 2018 aveva 15 anni, né referto medico. La possibile violenza sessuale era emersa nel corso delle conversazioni telefoniche intercettate tra un altro degli indagati per l’associazione finalizzata allo spaccio – suo nipote Vincenzo D’Angelo – e due ragazze, la presunta vittima e sua sorella. Il Riesame ha confermato l’associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di droga per tutti gli indagati, per i quali è stata confermata la misura cautelare, eccetto per un pusher albanese, al quale sono stati concessi i domiciliari.

L’indagine aveva portato in cella anche Gennaro Montano, Giovanni Parità e Pasquale Cozzolino mentre Rosario Esposito Soriano era stato colpito dal divieto di dimora ad Acerra. In due, invece, sono indagati a piede libero.

Centro Servizi Acerra