“I dati attuali non indicano un aumento dei tumori in questa zona”

By on 30 gennaio 2020

Dubbi, speranze e stupore tra i cittadini che ieri sera hanno partecipato all’incontro sul tema salute organizzato dalla Diocesi di Acerra.

ACERRA – “I dati attuali non indicano un aumento dei tumori in questa zona”. A prendersi la responsabilità di una dichiarazione così forte è Michelino De Laurentiis, l’oncologo di fama internazionale originario di Acerra che ha partecipato ieri sera ad un incontro sul tema salute e sanità organizzato dalla Diocesi che sembra, però, aver contribuito a confondere ulteriormente i cittadini. La comunità scientifica, in questo senso, continua ad essere divisa e di conseguenza le perplessità e le preoccupazioni della gente rimangono. Sono trascorsi 5 anni, infatti, da un dibattito sul tema promosso dagli avvocati Domenico Paolella e Giovanni Bianco nell’ambito della kermesse ‘Organizzare la Speranza’. L’allora pm della Procura di Nola Cristina Amoroso, infatti, nel corso della presentazione del libro ‘Monnezza di Stato’ del giornalista Paolo Chiariello, con il collegamento in streaming da Philadelphia del professore Antonio Giordano, parlò di “un approccio integrato alla questione ambientale” legata alla questione dei dati, per inseguire quell’operazione verità richiamata più volte nel tempo dal sindaco Raffaele Lettieri e dal Vescovo Antonio Di Donna. “C’è bisogno di una strategia unitaria – l’affondo nel 2015 della dott.ssa Amoroso, oggi giudice della Corte di Cassazione – perché si ha una percezione della situazione che proviene da piccoli pezzi di realtà”. Da cinque anni – ed in continua emergenza – il problema resta sempre quello: i cittadini vengono ‘bombardati’ da continue informazioni, spesso discordanti tra loro, dalle quali percepiscono soltanto piccoli pezzi di realtà, con la comunità scientifica perennemente divisa.

In questo senso ieri sera è arrivato l’annuncio del dottore De Laurentiis della richiesta di una nuova commissione “per fare uno studio serio, a differenza di quelli degli pseudoscienziati, per trovare le soluzioni”. “La paura della parola cancro è legata alla percezione di accerchiamento di questa malattia – le parole dell’oncologo del Pascale, esperto nel cancro alla mammella – ma in realtà sono più le persone a morire per infarto e problemi cardiovascolari che per tumore. Una paura atavica di essere aggrediti. Io non sono negazionista, non nego che c’è problema ambientale, ma correlare l’aumento dei tumori all’ambiente in cui viviamo è un esercizio estremamente semplificatorio. Il cancro – sottolinea – è una malattia dei geni che sono sottoposti a continue mutazioni. Quindi si tratta di un fenomeno naturale, casuale, questione ‘di sfiga’, dove però ci sono fattori di rischio che dobbiamo essere bravi ad eliminare”. Che fare, dunque ? “Screening e diagnosi precoce e un corretto stile di vita, in primis non fumare e soprattutto fare attività fisica, importante molto più dell’alimentazione”. Al centro della questione, tuttavia, ci sono sempre i dati. Il direttore del Distretto Sanitario 46 Napoli 2 Nord Pasquale Bove ha illustrato quelli 2010-2014 del Registro dei Tumori (validati nel 2019) “di competenza del Dipartimento di Prevenzione” che chiariscono come l’incidenza di mortalità in generale nell’Asl Napoli 2 Nord per Acerra sia più bassa rispetto a Giugliano, Casalnuovo, Afragola e Casoria, ma con il dato ribaltato se si considerano i soggetti maschi. “I dati attuali non indicano un aumento dei casi in questa zona” ha specificato De Laurentiis.

Eppure lo scorso giugno uno studio condotto dall’Istituto Superiore di Sanità a seguito dell’accordo di collaborazione concluso con la Procura della Repubblica di Napoli Nord (della quale non fa parte Acerra, ma comuni confinanti come Afragola e Caivano) aveva fatto inequivocabilmente emergere come nella ‘Terra dei Fuochi’ c’è una correlazione tra inquinamento e malattia, dove chi è maggiormente esposto ai rifiuti rischia di ammalarsi di più. Dallo studio dei 38 comuni purtroppo emerge sia un eccesso di mortalità da tumore (dati 2008-2012) che un eccesso di incidenza tumorale (dati 2008-2012) rispetto alla media regionale. L’auspicio è che uno studio del genere possa essere portato avanti anche dalla Procura di Nola, per fare chiarezza una volta e per tutte anche per Acerra e gli altri comuni, dove comunque, purtroppo, si continua a morire.

Centro Servizi Acerra