Speciale Champions: come si presentano le italiane ai nastri di partenza ?

By on 18 settembre 2019

L’avvio dei campionati nazionali, è stato il preludio per giungere allo start del torneo che, da sempre, entusiasma qualsiasi appassionato di calcio: la Champions League, che ormai, Coppa delle Grandi orecchie a parte, ha ben poco a cui spartire con la vecchia Coppa dei Campioni. Con buona pace dei tanti romantici e nostalgici del calcio che fu. Una manifestazione che non vede trionfare una squadra italiana da ormai quasi 10 anni. L’ultima fu l‘Inter di Mourinho, che partì col ruolo di outsider, ma fu in grado, poi, di eliminare due grandi favorite per la vittoria finale, Chelsea (ottavi) e Barcellona (semifinale), prima di alzare al cielo il trofeo nella suggestiva cornice del Santiago Bernabeu dopo il perentorio 2-0 inflitto al Bayern.

Champions, le speranze italiane sono riposte nella Juventus

Un digiuno anomalo per le squadre nostrane, soprattutto se paragonato ai successi ottenuti nei decenni ’80-’90-’00, epoche in cui il Milan, con ben cinque successi, fece da traino all’intero movimento calcistico del Belpaese. Per trovare una simile astinenza di successi bisogna risalire a molti anni fa: dal 1969, quando il Milan sconfisse l’Ajax al Bernabeu, al 1985, successo della Juventus nella tragica notte dell’Heysel, nessuna squadra italiana riuscì a sollevare al cielo l’ambita coppa delle grandi orecchie. Sedici lunghi anni in cui, nel frattempo, esplose il calcio totale olandese, di cui l’Ajax fu capostipite, e quello pragmatico e fisico tedesco, ben rappresentato dai successi del Bayern Monaco, oltre al dominio, a cavallo fra gli anni ’70 e ’80, delle squadre di Sua Maestà la Regina d’Inghilterra.

Per tornare sul tetto d’Europa, l’Italia, come consigliato anche dal miglior portale di pronostici e recensioni Bookmakers Topscommesse.com, non può far altro che riporre le proprie speranze – come da un quinquennio a questa parte – nella Juventus. La squadra bianconera, infatti, pare l’unica nostrana in grado di poter reggere l’onda d’urto delle favorite Manchester City, Liverpool e Barcellona, oltre che potersela giocare alla pari con corazzate come Real Madrid, PSG, Bayern, Tottenham e Atletico Madrid, quest’ultima, oltretutto, inserita nello stesso raggruppamento della prima fase.

Nonostante le prime prove non propriamente entusiasmanti, il club torinese dispone di una rosa di primissimo livello e di una panchina, nomi alla mano, seconda solo a quella di cui dispone Guardiola al City. Assimilare i nuovi dogmi tattici di un tecnico “rivoluzionario” come Maurizio Sarri, richiede tempi di apprendimento certamente non brevi. Ma non appena verranno fatti propri dai giocatori, i Campioni d’Italia hanno tutte le carte in regola per arrivare fino all’atto finale del torneo.

Napoli, obiettivo minimo gli ottavi di finale… e poi chissà!

Desta grande curiosità anche il Napoli di Carletto Ancelotti, rinforzato da una campagna acquisti di ottimo livello, che ha visto approdare in maglia azzurra giocatori del calibro di Lozano, Elmas, Manolas, Di Lorenzo e Llorente, tutti in grado di poter ambire ad una maglia da titolare del club partenopeo. Il tecnico di Reggiolo, quindi, può disporre di un ventaglio di opzioni tecnico-tattiche decisamente più ampio rispetto alla scorsa stagione.

E non può fallire, di conseguenza, l’accesso agli ottavi di finale della Champions, grazie anche, a differenza dello scorso anno, ad un sorteggio decisamente più benevolo. Se essere inclusi nel medesimo girone del Liverpool potrebbe precludere, pronostici alla mano, il raggiungimento del primo posto, affrontare compagini come Salisburgo e Genk dovrebbe rendere agevole il cammino verso la seconda piazza.

Inter, girone difficile ma leggermente più abbordabile rispetto allo scorso anno

Tornata in Champions lo scorso anno dopo un lungo periodo d’assenza, l’Inter proverà a strappare il pass per gli ottavi di finale. Anche in questa stagione, però, l’impresa si presenta tutt’altro che semplice, nonostante il girone, a differenza di quanti molti possano immaginare, sia leggermente più abbordabile rispetto a quello di dodici mesi. Un punto in comune, purtroppo per i nerazzurri, è rappresentato dal Barcellona, che pare aver ritrovato la forma migliore dopo uno stentato avvio di stagione.

Al posto del Tottenham, che eliminò l’Inter all’ultimo minuto e poi raggiunse addirittura la finale del torneo, la rivale più pericolosa per la seconda piazza è il Borussia Dortmund. Una compagine, quella tedesca, decisamente rinforzatasi durante l’ultima sessione di mercato, in grado di avvalersi dei servigi di alcuni talenti cristallini come Sancho e Brandt, ma che sembra palesare più di una difficoltà lontana dal muro giallo del Westfalenstadion. Il ruolo di cenerentola, lo scorso anno attribuito (erroneamente) al PSV, dovrebbe recitarlo lo Slavia Praga, contro il quale farà il proprio debutto la squadra di Antonio Conte.

Una Dea al debutto nel gran ballo europeo: l’Atalanta di Gasp è pronta a stupire

Il parterre de roi italiano in Champions è completato, poi, da una debuttante al gran ballo europeo: una Dea dal nome Atalanta. La squadra di Gasperini debutterà a Zagabria contro la Dinamo, squadra più abbordabile sulla carta, per poi affrontare lo Shakhtar e la grande favorita per la vittoria finale: il Manchester City. Inseriti in quarta fascia, il sorteggio poteva riservare una sorte ben peggiore ai bergamaschi: strappare il pass per gli ottavi non sarà semplice, ma i nerazzurri possono tranquillamente giocarsela a viso aperto contro le compagini Campioni d’Ucraina e Croazia.

 

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