‘Femmene e tabarè’, al Teatro Italia arriva la sceneggiata

By on 26 aprile 2019

Lo spettacolo della compagnia ‘Millennium’ di Lello Manna e Anna Valente.

ACERRA – Sabato 27 aprile, alle ore 20, Lello Manna e Anna Valente, della Compagnia Teatrale “Millenium”, andrà in scena con “Femmen ‘e tabarè”, sceneggiata in due atti tratta dall’omonima canzone di Silvestri e Campagnoli. Lello Manna e Anna Valente, artisticamente nati come cantanti ed “uniti” da un sodalizio che dura ormai da oltre 10 anni, sono gli ultimi “superstiti” che ogni anno, in almeno due occasioni, propongono il genere della sceneggiata, un genere misto tra canzone e teatro che ha visto la nascita nel primo dopoguerra grazie ad artisti come Crescenzo Di Maio, Enzo Lucio Murolo, Oscar Di Maio e Raffaele Chiurazzi. Dopo un periodo di oblio, la sceneggiata vive una seconda giovinezza grazie al rilancio di artisti come Pino Mauro, Mario Trevi, Nino D’Angelo, Carmelo Zappulla e Mario Merola, indiscusso Re di questa corrente artistica.

La storia di “Femmen è Tabarè“, ambientata negli anni ’60, racchiude tutti i canoni della sceneggiata: l’amore, il tradimento, l’onore e la malavita. Il protagonista, interpretato da Lello Manna, perso il lavoro vive di espedienti che però non gli permettono di sfamare la propria famiglia. Cerca disperatamente lavoro e si affida anche a politici che però dalle parole non passano ai fatti. In casa è la moglie, recitata di Anna Valente, a portare i soldi a casa tramite lavoretti saltuari. In casa vive anche la loro figlia, di appena 10 anni, e la suocera del protagonista. La svolta sembra arrivare grazie ad un incontro fortuito tra il protagonista e un suo vecchio amico. Quest’ultimo gli procura un lavoro in un cantiere navale lontano da Napoli per la durata di 3 mesi. Il protagonista, messo alle strette, accetta anche se a malincuore.

L’amico però si rivela un tipo losco e dagli affari discutibili. Infatti, insieme alla moglie, è proprietario di un “tabarè, locale dove si cantava, suonava e le donne intrattenevano ospiti. L’amico, propone alla moglie del protagonista, diesibirsi in questo “tabarè”. Per lei è il sogno di una vita, dato che aveva sempre voluto intraprendere la carriera artistica. Senza batter ciglio, lascia la figlia per iniziare questa nuova avventura. La lontananza dei genitori fa sprofondare la piccola figlia in uno stato di malattia. Pentimenti e rimorsi attorcigliano le anime dei due protagonisti, rei di aver abbandonato il frutto del loro amore per intraprendere percorsi differenti. I protagonisti si ricongiungeranno? Il loro amore salverà la figlia?

Centro Servizi Acerra