Raid intimidatorio contro avvocato: uno nega le accuse, l’altro tace

By on 16 marzo 2019

Interrogatorio di garanzia per i due soggetti destinatari di ordinanza di custodia cautelare in carcere.

ACERRA – Duplice raid intimidatorio contro un avvocato: uno nega gli addebiti, l’altro fa scena muta. E’ quanto risulta dopo l’interrogatorio di garanzia che si è tenuto ieri mattina in carcere al quale sono stati sottoposti Ferdinando Sena, 35enne di Acerra e di Antonio Iannucci, 28enne di Brusciano. Davanti al gip del tribunale di Nola Daniela Critelli il primo, difeso dall’avvocato Giovanni Bianco, ha respinto con decisione le accuse mentre l’altro, assistito dall’avvocato Laura Filippucci, si è avvalso della facoltà di non rispondere.

I fatti in contestazione riguardano un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa nei loro confronti per tentata estorsione continuata e pluriaggravata commessa in danno di un’avvocatessa di Acerra, Antonella Celardo. I due sarebbero stati gli esecutori materiali di alcuni atti intimidatori commessi contro la professionista ed i cui mandanti, stando alle contestazioni, sarebbero stati tre parenti della donna – padre e due figli – ai quali aveva chiesto di chiudere il pagamento della propria parcella per alcune cause giudiziarie seguite nel tempo. Per Pasquale, Vincenzo e Nicola Puopolo, tutti di Acerra, il gip aveva emesso un provvedimento con la custodia ai domiciliari: il loro interrogatorio non è ancora stato fissato.

Le indagini, coordinate dalla Procura di Nola guidata dal Procuratore Capo Anna Maria Lucchetta, sono state portate avanti dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli – Sezione Antirapina – e dai colleghi del commissariato di Acerra. L’inchiesta ha avuto inizio con la denuncia dell’avvocato che il 27 settembre 2018 ha subito l’incendio della porta del suo studio a seguito della richiesta di pagamento della parcella professionale a Pasquale Puopolo, zio del marito. Il mese dopo, inoltre, due persone a bordo di uno scooter e con volto coperto da caschi integrali, hanno anche esploso alcuni colpi di pistola verso l’abitazione della professionista. Quattro ‘botte’ sparate dal passeggero di un motorino – sia lui che il conducente indossavano caschi integrali – e finiti contro il muro e la finestra. L’attività investigativa, condotta con l’utilizzo di presidi tecnologici e attraverso la visione dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza degli esercizi commerciali della zona, ha consentito di acquisire un solido quadro indiziario nei confronti dei soggetti destinatari della misura. E’ stata la stessa professionista, inoltre, a riconoscere i due ‘piromani’ una volta uscita fuori dalla sua abitazione di via Soriano perché insospettita dalla puzza di bruciato. Prima dell’incendio e degli spari c’era stato anche un altro episodio, mai denunciato: al ritorno dalle ferie la professionista ed il marito avevano trovato i vetri della finestra rotti a causa del lancio di pietre. Alla base delle intimidazioni la richiesta del pagamento delle parcelle per l’assistenza legale fornita dall’avvocato Celardo alla famiglia Puopolo: una chiusura conti per cause civili, al netto di acconti e altri compensi già effettuati, che la professionista aveva stimato in 30mila euro. L’avvocatessa era riuscita anche ad annotare un numero di targa di un’auto risultata presa a noleggio dal 28enne di Brusciano.

Centro Servizi Acerra