Incendio e spari per una richiesta di 30mila euro per parcelle non pagate: I NOMI

By on 8 marzo 2019

I retroscena dell’operazione che ha portato due persone in carcere e tre ai domiciliari per i raid intimidatori contro un’avvocatessa.

ACERRA – Duplice raid intimidatorio contro un avvocato, cinque arresti. E’ quanto risulta dopo l’operazione messa a segno ieri mattina dalla polizia che ha bloccato Pasquale Puopolo, 70enne ed i suoi figli Vincenzo, di 26 anni e Nicola, 24enne, Ferdinando Sena, di 35 anni e Antonio Iannucci, di 28 anni. Quest’ultimo – di Brusciano, l’unico non acerrano, peraltro già detenuto per altro presso il carcere di Secondigliano – ed il 35enne sono stati destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Nola Daniela Critelli che ha accolto le richieste della locale Procura della Repubblica, guidata dal Procuratore Capo Anna Maria Lucchetta. Custodia cautelare ai domiciliari, invece, per gli altri tre.

Le indagini, coordinate dalla Procura, sono state portate avanti dagli agenti della Squadra Mobile di Napoli – Sezione Antirapina – e dai colleghi del commissariato di Acerra, diretti dal vicequestore Antonio Galante. I cinque sono accusati di tentata estorsione continuata e pluriaggravata commessa in danno di un’avvocatessa di Acerra, Antonella Celardo, tra l’altro vice procuratore onorario presso il tribunale di Torre Annunziata. L’inchiesta ha avuto inizio con la denuncia dell’avvocato che il 27 settembre 2018 ha subito l’incendio della porta del suo studio a seguito della richiesta di pagamento della parcella professionale ad alcuni suoi clienti, i Puopolo, che sono suoi parenti, essendo Pasquale Puopolo lo zio del marito. Il mese dopo, inoltre, due persone a bordo di uno scooter e con volto coperto da caschi integrali, hanno anche esploso alcuni colpi di pistola verso l’abitazione della professionista. Quattro ‘botte’ sparate dal passeggero di un motorino – sia lui che il conducente indossavano caschi integrali – e finiti contro il muro e la finestra.

L’attività investigativa, condotta con l’utilizzo di presidi tecnologici e attraverso la visione dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza degli esercizi commerciali della zona, ha consentito di acquisire un solido quadro indiziario nei confronti dei soggetti destinatari della misura, individuando, secondo l’accusa, i mandanti – cioè i familiari della vittima – e i due esecutori materiali degli atti intimidatori, individuati dagli inquirenti in Sena e Iannucci. E’ stata la stessa professionista, inoltre, a riconoscere i ‘piromani’ una volta uscita fuori dalla sua abitazione di via Soriano perché insospettita dalla puzza di bruciato. Prima dell’incendio e degli spari c’era stato anche un altro episodio, mai denunciato: al ritorno dalle ferie lei ed il marito avevano trovato i vetri della finestra rotti a causa del lancio di pietre. Alla base delle intimidazioni la richiesta del pagamento delle parcelle per l’assistenza legale fornita negli anni dall’avvocato Celardo alla famiglia Puopolo: una chiusura conti per diverse cause civili, al netto di acconti e altri compensi già effettuati, che la professionista aveva stimato in 30mila euro.

Centro Servizi Acerra