Gli ex Cub in protesta al Santuario di Pompei chiedono aiuto al Vaticano

By on 10 dicembre 2018

I manifestanti sono stati ricevuti dall’Arvicesvoco Tommaso Caputo che li ha invitati a pranzo.

ACERRA – “Santità, chiediamo umanità e dignità in questa società”. E’ il messaggio che gli ex addetti del Consorzio Unico di Bacino di Napoli e Caserta hanno consegnato ieri mattina nella mani dell’Arcivescovo di Pompei Tommaso Caputo con la speranza di farlo pervenire a Papa Francesco, nel corso della protesta dei disoccupati di Acerra presso il Santuario Mariano. Un giorno particolare, quello scelto dai Cub, proprio per sensibilizzare anche il Vaticano su una situazione che vede centinaia di famiglie campane senza un salario e ridotte oramai allo stremo.

Monsignor Caputo ha raccolto le istanze dei lavoratori invitandoli anche a pranzo: all’Arcivescovo i manifestanti hanno spiegato il fallimentare – a loro avviso – piano straordinario della Regione che avrebbe dovuto garantire lo stipendio per un anno. “Dopo l’acconto iniziale di qualche centinaia di euro – sottolinea Giovanni D’Errico, autore di diverse eclatanti proteste in questi anni e che ha creato la sigla ‘Potere Operaio’ – soldi non se ne sono più visti”. Sotto accusa anche i sindacati le modalità di inserimento degli addetti nei Comuni.

‘Fumata nera’ pure nell’ultimo incontro al Ministero dello Sviluppo Economico, con le solite lungaggini burocratiche che dilatano i tempi di un’intesa che vede lontanissima la sua definitiva risoluzione. I manifestanti hanno lasciato il Santuario dopo alcune ore trascorse sotto la pioggia e dopo il vertice con monsignor Caputo.

Centro Servizi Acerra