Ufficio Provvedimenti Disciplinari, Piatto ‘bacchetta’ il dirigente

By on 13 settembre 2018

L’autorevole esponente dell’amministrazione comunale di Acerra bolla come “incongruente” quanto deciso dall’organismo dell’ente sui dipendenti condannati per assenteismo.

ACERRA – “Decisioni dell’Ufficio Provvedimenti Disciplinari incongruenti”. Non lascia spazio a dubbi la lettera con la quale Andrea Piatto, autorevole esponente del governo cittadino, ‘bacchetta’ da consigliere comunale ‘semplice’ il dirigente al ramo per la ‘punizione’ stabilita dall’ente per i dipendenti comunali condannati in primo grado per assenteismo. La missiva, indirizzata all’assessore al Personale del Comune di Acerra Nicola De Matteis, bolla come incongruente la circostanza di sospendere il procedimento disciplinare – nell’attesa della definizione di quello penale fino all’ultimo grado di giudizio – e poi irrogare sanzioni sulla base di una sentenza non ancora passata in giudicato e che quindi non garantisce ancora la certezza sull’accertamento di fatti complessi che aveva originato la sospensione del procedimento disciplinare. “Il tutto – sostiene Piatto – senza che dagli atti esaminati emerga un’adeguata motivazione”.

Per i dipendenti condannati, infatti, sono arrivati licenziamenti e sospensioni dal servizio (con privazione dello stipendio) nonostante un giudizio pendente ancora in Appello. Gli stessi lavoratori, tuttavia, hanno proposto ricorso anche in sede civile contro il provvedimento disciplinare.

“A mio parere – spiega Andrea Piatto, che del consiglio comunale è il presidente –  il procedimento disciplinare sospeso per fatti commessi nel 2013, cioè prima dell’entrata in vigore della nuova riforma (del 2017) doveva seguire il sistema previgente (la riforma Brunetta, che prevede la sospensione del procedimento in casi di complessità dell’istruttoria, ndr) e solo a sentenza definitiva poteva essere riattivato. Spero che i ricorsi proposti dai dipendenti si concludano a favore dell’amministrazione comunale, in caso contrario al danno si aggiungerebbe la beffa a causa della scarsa attenzione e poca diligenza nell’applicazione delle regole da parte di chi ne aveva e ne ha la responsabilità”.

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