Nuovo impianto trattamento rifiuti, l’anatema del Vescovo di Acerra

By on 1 luglio 2018

Monsignor Di Donna: Acerra non diventi la pattumiera della Campania. E’ polemica con la Regione per il via libera alla ditta di Afragola. 

“Acerra non diventi la pattumiera della Campania. Ora basta”. E’ il monito che arriva dal Vescovo di Acerra monsignor Antonio Di Donna dopo l’ok della Regione Campania alla realizzazione di un nuovo impianto di stoccaggio e trattamento di rifiuti speciali nella zona industriale della città. Il Vescovo esprime forte il suo rammarico e la sua preoccupazione. “Se così fosse diciamo basta, noi non ci rassegniamo” ammonisce monsignor Antonio Di Donna, che precisa: “Lo abbiamo detto e scritto tante volte in questi anni e lo ribadiamo con forza adesso, anche alla luce dei ‘fatti’ delle ultime settimane, che ci fanno pensare sempre più ad un disegno strategico, da tempo denunciato, di fare di Acerra la città dei rifiuti, superando addirittura una pur legittima e ‘brutale sensazione’ e cioè che il nostro territorio generi solo rifiuti e impianti per il trattamento dei rifiuti”.

Da Santa Lucia, dunque, è arrivato il via libera per consentire alla Tony Costruzioni srl di realizzare l’impianto in grado di stoccare e trattare 76mila tonnellate di rifiuti all’anno. Dall’azienda di Afragola, tuttavia, precisano che “si tratta di rifiuti non pericolosi”. Tutto ciò però non rassicura monsignor Di Donna che ci va giù duro: “E’ possibile che ad Acerra ci sia solo spazio per aziende che trattano rifiuti, mentre un gioiello come La Doriauna fabbrica che produce i sughi pronti presente da anni sul territorio, azienda modello che ho visitato proprio in questi giorni la cui permanenza in città rappresenterebbe un segno concreto di speranza nel futuro per le tante famiglie di lavoratori coinvolti, ma anche per uno sviluppo sano e a vocazione agricola – debba andare via?” si chiede provocatoriamente il Vescovo per il quale è giunto il tempo di superare una visione miope e quasi schizofrenica che mentre promette uno sviluppo autentico delle nostre terre a vocazione agricola “non mette al riparo il territorio da attività che, pur dichiarando una non pericolosità tutta da verificare per la carenza di controlli, nulla hanno in comune con l’identità delle nostre terre”.

“E’ possibile che per ‘creare lavoro’, se veramente fosse così non ci sia altra strada che trasformare Acerra in polo dei rifiuti della Campania” si chiede ancora il presule, che invita le istituzioni a pensare ad un’altra tipologia di sviluppo per la città: “Vista la capacità di accoglienza del nostro territorio, perché non creare le condizioni per un polo industriale che metta realmente insieme sviluppo agricolo, culturale e archeologico delle nostre terre ?”. Di qui l’accorato appello deciso rivolto ai vertici politici regionali e nazionali per fare in modo “che Acerra non diventi veramente la pattumiera della Campania”.

Centro Servizi Acerra