Ecco come la droga arrivava sulle piazze di spaccio acerrane

By on 17 novembre 2017

I retroscena dell’operazione della Finanza che ha portato all’arresto di 26 persone: nel ‘direttorio’ anche un 40enne di Acerra.

ACERRA – Un’organizzazione capillare in cui ognuno ricopriva ruoli ed incarichi ben precisi con un ‘direttorio’ di cinque persone che grazie ad una sofisticata rete internazionale riusciva a far arrivare fiumi di droga tra Napoli e Caserta. Sono i particolari dell’inchiesta ‘Smoke Snake’ che l’altro giorno ha portato i finanzieri del comando provinciale casertano a notificare un’ordinanza di custodia cautelare a 26 persone, di cui 19 in carcere e 5 ai domiciliari. A delineare la strategia del gruppo, secondo l’accusa della Dda partenopea, era Giuseppe Massa, 57enne di Casandrino: lui, per il pm Luigi Landolfi, curava in prima persona i contatti con i principali acquirenti determinando modalità, tempi e luoghi per le cessioni dello stupefacente ed i pagamenti.

L’addetto all’importazione della ‘roba, invece, per Procura e Finanza, era Raffaele Saviano, 41enne pure lui di Casandrino, che si preoccupava di intrattenere i rapporti con il gruppo degli albanesi incaricati di condurre all’estero le trattative con i cartelli fornitori della droga. Paesi di riferimento, infatti, erano la Turchia, l’Olanda e la stessa Albania. L’uomo si era anche recato più volte in queste nazioni per avere anche un contatto diretto e chiudere in prima persona gli ‘affari’ sulle ingenti partite di eroina. Il referente della ‘paranza’ albanese, tuttavia, veniva considerato Mirjan Xhemalaj, l’uomo di punta per la droga da far arriv are dai Paesi Bassi. In Olanda, inoltre, si recava spesso anche Michele Villano, 39enne di Lusciano, piccolo centro al confine con Aversa, in qualità di riferimento per l’importazione di eroina in Terra di Lavoro.

Giuseppe Sirignano, infine, quarantenne di Acerra, era colui il quale organizzava i contatti con gli albanesi per rifornire di droga la piazza acerrana. Per il trasporto delle sostanze dall’Albania, invece, l’organizzazione si sarebbe avvalsa di cinque persone, tra cui anche una donna: si tratterebbe degli albanesi Everton Ndreraj e Eduard Shehaj, oltre a Sarangela Fortunato, 37enne di Acerra (ai domiciliari), Andrea Giuseppe Costantino, 29enne napoletano di San Pietro a Patierno e Pasquale Silvestre, 28enne di Casandrino. Un folto gruppo, invece, si sarebbe occupato della custodia e della vendita al dettaglio della droga, oltre che a contabilizzare i guadagni: indagati per questi fatti ci sono Castrese De Sica, 57enne di Casandrino, Maria Frascogna, 55enne di Casandrino, Franca Frascogna, 53enne di Casandrino, Raffaella Frascogna, 28enne di Casandrino (ai domiciliari), Olimpia Esposito, trentenne di Casandrino, Luigi De Bernardo, 38enne di Mugnano, Luisa Iannelli, 40enne di Teverola, cittadina dell’agro aversano e Mariarosaria Zito, 27enne di Acerra, (ai domiciliari) e compagna di Sirignano. Massimiliano Raiano, poi, 38enne di Casandrino, avrebbe collaborato con Raffaele Saviano accompagnandolo in molte occasioni in Albania ed una volta in Turchia per acquistare, secondo l’accusa, la ‘roba’. Assunta Luongo, 35enne di Casandrino (ai domiciliari), moglie di Saviano, avrebbe riscosso  proventi dello spaccio in assenza del marito: in qualche occasione si sarebbe pure occupata direttamente della cessione delle dosi. Luciano D’Ignazio, 38enne di San Marcellino, piccolo centro dell’agro aversano, avrebbe mantenuto i contatti con i fornitori albanesi per concordare gli approvvigionamenti. Luisa Mottola, infine, consorte di Michele Villano, avrebbe collaborato con lui per la gestione degli acquisti.

fonte foto www.casertace.net

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