Polveri sottili, l’Arpac: prodotte da traffico e camini

By on 18 settembre 2017

Escluso l’impatto del termovalorizzatore. Lo si evince dalla relazione sul monitoraggio nell’area nolano-acerrana.

ACERRA – Le polveri sottili sono prodotte dal traffico e dai camini. E’ quanto giunge a conclusione l’Arpac nella ‘Relazione sul monitoraggio delle polveri sottili nell’area nolano-acerrana’. Praticamente insignificante, per il dottor Onorati, l’impatto dell’inquinamento atmosferico del termovalorizzatore di Acerra, quantificandolo allo 0,1% rispetto alle altri fonti di emissione.

Nello specifico il traffico veicolare incide al 41%, mentre il riscaldamento domestico al 38%. Per l’associazione ‘Medici per l’Ambiente’ però, l’Arpac, considerando l’inquinamento da polveri sottili da cave (che rappresenta il 16%) “non tiene conto della speciazione delle particelle, che vedono livelli di carbonato di calcio (prodotto dalle attività estrattive di Polvica) più elevati e oltre i limiti di legge rispetto ad altre zone”. In base alle conclusioni dell’Arpac i comuni della Città Metropolitana tutta dovrebbero attuare il decalogo di abbattimento delle polveri che le associazioni ambientaliste da anni sollecitano e che sono inserite nel Piano Regionale della Qualita’ dell’Aria approvato già da tempo e mai attuato.

L’agenzia di protezione ambientale regionale, dunque, sottolinea che nell’area studiata si osservano diffusi superamenti dei limiti di legge per quanto riguarda il numero di giorni con valori maggiori di 50 μg/m3 di PM10 e sporadicamente superamenti del limite di 40 μg/m3 per la media annua del PM10. Nei mesi invernali le concentrazioni di particelle sono più elevate sia rispetto alle stazioni di rete fissa che rispetto alla campagna di misura effettuata. Pertanto è da ritenere che d’inverno siano presenti anche fenomeni locali dovuti a riscaldamento da biomasse, in quanto non si registrano anomalie dal punto di vista della caratterizzazione chimica tali da far supporre inquinamenti particolari, ad esempio di tipo industriale. Per quanto riguarda i bordi della piana sono necessari ulteriori approfondimenti. Gli sporadici superamenti ‘fuori stagione’ sono prevalentemente legati all’afflusso di sabbie sahariane e, in taluni casi, alle pratiche agricole di combustione del sottobosco di piante da frutto (noccioleti). Allo stato, alla scala dell’area di studio non si individuano singole fonti di emissione in grado di determinare l’inquinamento da polveri sottili osservato, che come ampiamente illustrato interessa l’intero territorio. L’assetto del territorio, con urbanizzazione sparsa, grandi assi autostradali, aree industriali, rilievi che ostacolano il ricambio delle masse d’aria è il principale fattore di controllo dell’inquinamento da polveri sottili.

La distribuzione stagionale dell’inquinamento, con valori nettamente più elevati nei mesi invernali, fa ritenere che una causa molto importante delle elevate concentrazioni di polveri sottili, dato l’assetto del territorio, siano i riscaldamenti domestici a biomasse. Il principale risultato per quanto riguarda le fonti di emissione del dominio locale è che le attività antropiche contribuiscono per il 41 % con il traffico stradale, per il 38 % con i riscaldamenti domestici, per il 16% con industrie e cave, per lo 0,1% con il termovalorizzatore di Acerra. Si evidenzia che il 38% attribuito ai riscaldamenti domestici non è fonte di emissione per tutto l’anno ma solo d’autunno e inverno, per un periodo inferiore ad un semestre, pertanto nel semestre autunnale invernale il contributo è pari a circa l’80% delle emissioni mentre nel semestre primaverile-estivo è prossimo allo zero. Per quanto riguarda l’inquinamento invernale l’Arpac segnala che alle emissioni più elevate si associano sia condizioni meteorologiche più favorevoli al ristagno degli inquinanti, in quanto la minore energia proveniente dal sole è un fattore di controllo dell’altezza di rimescolamento atmosferico più bassa d’inverno, sia condizioni chimico-fisiche, quali le temperature più basse e l’umidità più elevata, che favoriscono l’aggregazione delle micro particelle e limitano i fenomeni diffusivi.

Centro Servizi Acerra