Arrestati i fratelli Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini

By on 19 maggio 2017

Due si sono consegnati spontaneamente in carcere a Rieti; l’altro, militare dell’Arma dei carabinieri, preso dai colleghi e trasferito nel carcere militare.

ACERRA – Disastro ambientale colposo, arrestati i fratelli Pellini. Nemmeno 24 ore dopo la pronuncia definitiva della Cassazione, che ha messo il punto sulla vicenda rifiuti che per anni ha fatto discutere Acerra e tutta la provincia di Napoli, ecco che Cuono, Giovanni e Salvatore Pellini sono da ieri sera in carcere. Cuono e Giovanni si sono consegnati in un istituto penitenziario del nord Italia; Salvatore, invece, è stato destinatario dell’ordine di esecuzione emesso dalla Procura Generale di Napoli ed eseguito in serata dai carabinieri della stazione di Acerra, diretti dal comandante Vincenzo Vacchiano. Essendo pure lui un militare dell’Arma è stato condotto presso il carcere di Santa Maria Capua Vetere.

Devono scontare una condanna a sette anni per disastro ambientale colposo, divenuta definitiva mercoledì sera dopo una lunga Camera di Consiglio della Suprema Corte che ha rigettato il ricorso proposto dagli imprenditori di Acerra conseguente alla pronuncia della Corte d’Appello di Napoli a gennaio del 2015. I fatti vertono intorno ad ‘Ultimo Atto-Carosello’, un’articolata inchiesta conclusasi nel 2006 sul traffico di rifiuti dal Nord verso il Napoletano. Confermati i sette anni a testa: in primo grado, invece, a Giovanni e Cuono Pellini erano stati inflitti 6 anni, quattro a Salvatore.

A inizio 2015 venne ribaltata la sentenza di fine marzo 2013 anche per altri due carabinieri coinvolti nella vicenda: il maresciallo Giuseppe Curcio, infatti e l’appuntato Vincenzo Addonisio vennero assolti per non aver commesso il fatto. Assoluzione che arrivò anche per Giuseppe Buttone e per gli altri venti imputati. L’inchiesta ‘Carosello-Ultimo Atto’ ha riguardato un falso giro di bolla ideato allo scopo, secondo quella che era l’accusa, di nascondere la reale natura e il reale quantitativo dei rifiuti in arrivo nelle discariche aperte in provincia di Napoli nel corso dell’emergenza risalente a oltre dieci anni fa. Rispetto alla sentenza di primo grado, dunque, la Corte d’Appello e la Cassazione hanno riconosciuto il reato di disastro colposo. A marzo 2013 la contestazione di traffico illecito di rifiuti, inoltre, fu assorbita dalla prescrizione o dall’assoluzione a seconda delle posizioni, così come era stata cancellata anche l’aggravante della matrice camorristica per aver agito al fine di agevolare, nello specifico, il clan Buttone di Marcianise. Quella di mercoledì in Cassazione era stata una lunga giornata di passione per i comitati ambientalisti presenti, che solo in tarda serata avevano potuto esultare. ‘No comment’ sulla sentenza, invece, da parte degli stessi imprenditori e dei loro avvocati. I fratelli Pellini furono colpiti lo scorso febbraio da un sequestro preventivo di circa 200 milioni di beni.

Centro Servizi Acerra