Uccise un ragazzo a coltellate durante il saggio di danza allo stadio, condannato

By on 10 luglio 2014

ACERRA – Uccise un ragazzo a coltellate durante il saggio di danza allo stadio, condannato. E’ quanto ha deciso ieri il gip del tribunale di Nola Aurigemma nei confronti di Giuseppe Piscopo, 19enne di Acerra.

Il ragazzo, difeso dall’avvocato Sabato Graziano, rimedia 13 anni e 4 mesi, una pena più bassa rispetto alla richiesta del pubblico ministero, che si era espresso per i 18 anni di reclusione. Per la parte civile presente l’avvocato Giovanni De Lucia. Il giudice per le indagini preliminari, infatti, ha escluso l’aggravante dei futili motivi e della premeditazione e gli ha concesso le attenuanti generiche. Il giovane si rese protagonista dell’omicidio del 26enne Antonio Papa, ucciso a coltellate nello stadio comunale di Acerra poco prima delle 23,30 della sera del 30 giugno 2013 mentre era in corso di svolgimento una manifestazione di danza sportiva. L’assassino si rese irreperibile per tutta la notte, salvo poi consegnarsi il mattino seguente presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere: su di lui pendeva comunque un decreto di fermo richiesto dai carabinieri e firmato dalla Procura di Nola. Antonio Papa cadde in una pozza di sangue dopo una colluttazione con Piscopo: il suo corpo agonizzante fu portato davanti la casa del custode, ma i sanitari del 118, una volta giunti sul posto, non poterono fare altro che constatarne il decesso.

La zuffa tra i due cominciò fuori dagli spalti e terminò con l’accoltellamento sulle gradinate dello stadio, dove era in corso il saggio di ballo, poi interrotto. Fin dal primo interrogatorio in carcere il ragazzo fornì le sue motivazioni sul gesto che portò alla morte di Papa, spiegando che gli attriti tra loro duravano già da una decina di giorni, quando cioè, c’era stata una rissa tra due diverse bande di giovani del posto in cui lui intervenne per difendere un suo caro amico. Poco prima del delitto, i due si erano incontrati per caso allo stadio e lì era nata l’ennesima lite, finita in tragedia con i due fendenti costati la vita al ragazzo che abitava nel rione ‘Congo’. Subito dopo aver colpito la vittima Piscopo si dileguò stando in giro e dormendo in stazione, fino a raggiungere il carcere sammaritano, intorno alle 7 del lunedì mattina, per consegnarsi. Solo qui seppe che il giovane da lui accoltellato poche ore prima era morto. (redazione)

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