Rifiuti interrati a via Volturno, spunta un falso certificato d’agibilità

By on 22 aprile 2014

ACERRA – Un colpo di scena riporta alla ribalta della cronaca la vicenda relativa al tombamento di rifiuti combusti rinvenuti dai carabinieri lo scorso dicembre all’interno del piazzale dell’impresa ‘Zito Recupero plastica’ di via Volturno ad Acerra. Al termine dell’attività d’indagine coordinata dalla procura di Nola ed affidata ai carabinieri della Compagnia di Castello di Cisterna, i militari hanno provveduto a sequestrare un falso certificato di agibilità, in virtù del quale sarebbero state rilasciate da Comune, Provincia e Regione le necessarie autorizzazioni di legge.

Il documento, almeno per quanto è trapelato, è stato già sottoposto ai necessari controlli, risultando completamente fasullo, non solo nella firma del dirigente dell’ufficio tecnico, ma anche per il numero di protocollo assegnato, che risulterebbe essere corrispondente ad una gara podistica. In ogni modo l’indagine, che sembrava essersi arenata nonostante l’inquietante ritrovamento di centinaia di tonnellate di rifiuti combusti interrati sotto un pesante manto di cemento, pare essersi ravvivata aprendo nuovi ed inquietanti scenari, visto che nel frattempo sembra essere stato accertato che la quasi totalità degli artigiani che operano in quell’area (si fa riferimento alla via Volturno 35 – località Tappia), che : “Tutti gli artigiani esercenti in esso la propria attività (l’ordinanza fa riferimento alla via Volturno 35 – località Tappia – luogo dove a tutt’oggi risulta essere in attività l’azienda di recupero plastica –nda), scaricavano tutte le acque in una fogna sita nella strada privata dell’edificio che le incanalava direttamente nei regi lagni”. Intanto, è stato anche accertato che nell’apposito ufficio comunale dedicato alle attività produttive non c’è carteggio relativo all’azienda finita sotto la lente d’ingrandimento, nonostante che, almeno per quanto è stato possibile sapere, la Zito Recupero Plastica abbia ottenuto di recente, da parte dei Vigili del Fuoco di Napoli, il rinnovo del CPI (certificato di prevenzione incendi).

Tornando poi al falso certificato di agibilità, sembrerebbe che i carabinieri guidati dal maggiore D’Agosto (gli stessi che hanno provveduto al ritrovamento dell’enorme quantità di rifiuti combusti), hanno sentito, oltre al dirigente comunale (l’architetto Massimo Santoro), anche il probabile tecnico di parte. Ovviamente non c’è nessuna conferma da parte degli investigatori, che nonostante l’evidenza dei fatti si sono sempre trincerati dietro un secco “Non Comment”, nonostante le dichiarazioni attraverso facebook, di un pseudo-ambientalista locale, che ha fatto trasparire la sparizione di fascicoli dagli uffici comunali, facendo cadere su un “dipendente del comune- bravissima persona” eventuali responsabilità.

Nino Pannella

Centro Servizi Acerra