Tirocini di inserimento lavorativo per O.S.S., associazioni sul piede di guerra

By on 1 marzo 2014

NAPOLI – Migliaia di famiglie rischiano di finire in strada a causa del “cado dalle nubi” della giunta Caldoro. Malgrado siano stati stanziati fondi POR_FSE volti finanziare tirocini di inserimento lavorativo per O.S.S. (Operatori Socio Sanitari) affinchè questi affianchino gli infermieri nel loro arduo lavoro e che diano assistenza ai pazienti, Caldoro continua a non muoversi nonostante il piano di rientro, il patto di stabilità e, soprattutto, nonostante il fatto che la sua stessa giunta abbia emanato il DD n°7, nel 2011, con oggetto lo stanziamento dei suddetti fondi.

E’ una lotta senza tregua e senza precedenti quella che sta interessando, in questi mesi, o meglio in questi ultimi 4 anni, migliaia di O.S.S. che, alla stregua delle proprie energie, lanciano un appello avendo a cuore non solo la possibilità di un impiego ma anche un secondo obiettivo altrettanto fondamentale: il benessere dei pazienti all’interno delle strutture ospedaliere che, attualmente, non viene garantito a causa dell’inefficacia o, forse, volontario temporeggiamento delle stesse. Malgrado,infatti, siano stati stanziati fondi POR_FSE che garantiscono a tali aziende l’impiego di O.S.S. a costo zero, queste continuano a non dare rilievo alla questione. Risultato: carenza o quasi totale assenza di queste figure intermedie le cui mansioni gravano,talvolta, sulle spalle degli infermieri i quali vengono sottoposti continuamente a demansionamento e a carichi di lavoro eccessivo, tanto da non riuscire sempre a garantire l’assistenza diretta al capezzale dei degenti o, peggio ancora, a non avere il tempo di prestare loro la giusta attenzione.

“Noi non comprendiamo il motivo per cui – afferma il presidente dell’Associazione OSSNAPOLI Francesco Della Femmina – il presidente Caldoro con delega alla Sanità e i suoi collaboratori non abbiano intimato le aziende sanitarie a partecipare ai progetti di Work-Experience che sono finanziati con fondi POR_FSE. Abbiamo manifestato a Roma e il Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin ci ha accolto, ascoltato e ci ha organizzato un tavolo di trattativa con il dott.Giovanni Leonardi (Direttore Generale alle Professioni Sanitarie), la dr.ssa Cristina Rinaldi e la dr.ssa Lispi i quali chi hanno spiegato che i documenti sono in regola e che ora spetta alla Regione muoversi. Quindi la nostra domanda è: Perché non lo fa? Abbiamo combattuto a lungo – conclude – e continueremo a farlo fino a quando non vinceremo questa guerra e fino a quando gli operatori non avranno il giusto inserimento affinchè venga colmata la voragine che interessa la sanità”.

Dulcis in fundo circa 21.000 euro rischiano di andare persi. Nel 2013 ben nove operatori risultarono rinunciatari per cui l’Azienda dei Colli inviò all’ARLAS, nello specifico al direttore generale Patrizia Di Monte, una richiesta di sostituzione. L’ARLAS inviò un elenco con 17 nominativi disponendo che l’Azienda dei Colli estrapolasse da tale elenco i nomi dei nove operatori che avrebbero sostituito i rinunciatari. Tuttavia l’Azienda, rifiutando di “scegliere” senza alcun criterio i nove nominativi, inoltrò una richiesta all’ARLAS chiedendo che fosse questa a fornire gli stessi. In breve tempo l’ARLAS inviò una lista dei nove operatori che avrebbero sostituito i rinunciatari.
Il 23 gennaio 2014 si è ripresentato lo stesso problema con altri cinque operatori con l’unica differenza che ad oggi l’ARLAS non ha ancora fornito i nominativi di coloro che andranno a sostituire i rinunciatari. Tutta questa “attesa” potrebbe costare 21.000 euro.

Centro Servizi Acerra